Il grande jazz torna a Gallarate

Sesta edizione in grane stile organizzata da Fondazione Culturale “1860 Gallarate città onlus”, Centro Espressione Musicale e assessorato alla Cultura del Comune

Il Gallarate JazzFestival tocca quota sei e lo fa in grane stile. La sesta edizione organizzata da Fondazione Culturale “1860 Gallarate città onlus”, Centro Espressione Musicale e assessorato alla Cultura del Comune andrà in scena dal 10 al 12 ottobre: tradizione e innovazione, grandi nomi e nuove proposte, spettacoli serali per un pubblico ampio e diversificato e seminari per addetti ai lavori.  

«Un appuntamento importante e via via sempre più seguito – spiega Isabella Peroni, assessore alla Cultura di Gallarate -, che cresce e coinvolge affezionati al genere e nuovi adepti. Un festival che vuole essere aperto nel rispetto delle basi di questa musica, che fa di sperimentazione e mescolanze una delle proprie ragioni d’essere. Anche questa volta abbiamo voluto inserire appuntamenti e nomi di grido con novità interessanti, come abbiamo fatto e faremo con “Duemilalibri” che presto partirà». Tra le proposte più interessanti la jam session che sabato sera (11 ottobre) farà suonare e cantare musicisti di ogni tipo da mezzanotte e mezza ad oltranza; e ancora il consueto appuntamento alla Gam di domenica 12 ottobre, nel quale musica e arte si mescoleranno, la lezione di sabato mattina (11 ottobre) con le scuole invitate ad ascoltare e guardare video e musica in un incontro studiato apposta per gli alunni delle superiori gallaratesi.  

«Ci sono i grandi nomi e le novità – commenta il direttore artistico del Fesival Max De Aloe, musicista e cultore del jazz in ogni sua forma -, nel segno di una progettualità di fondo che non è mai venuta meno. Non è un appuntamento per soli addetti ai lavori, ma ha l’obiettivo di coinvolgere tutti, superando il concetto di musica d’elite che ha spesso circondato il jazz. Qualità e attenzione senza chiudersi in una nicchia, insomma. Ci saranno alcuni tra i migliori esponenti del panorama italiano, tra i più apprezzati del mondo e John Taylor, pianista inglese di fama mondiale che suonerà con una cantante italiana, Diana Torto, in un incontro di tradizioni e culture da non perdere. Lo stesso Taylor si concederà agli addetti ai lavori venerdì 10 ottobre in un seminario gratuito aperto a tutti gli strumentisti. Ancora venerdì sera gli “Inners roads”: Enzo Favata, Daniele Di Buonaventura e U.T. Gandhi, un friulano, un sardo e un abruzzese veramente interessanti. Sabato 11 ottobre al Teatro Condominio Vittorio Gassman, prima della jam session, ci saranno i “Marta Ravaglia Quartet”, giovani romani che mi hanno inviato un cd, stregandomi letteralmente con la loro musica e la voce della cantante. A seguire uno degli esperimenti più attraenti degli ultimi tempi – prosegue De Aloe -: il “Pollocksuite Nonet”, due sax, due trombe, due tromboni, due contrabbassi e una batteria che con il loro modo di fare jazz ricordano e ripercorrono l’arte di Pollock. Domenica 12 ottobre infine si chiuderà con l’omaggio dell’Annamaria Castelli Quartet a Chet Baker, uno dei più grandi jazzisti di sempre nel ventennale della scomparsa».  

Un festival completo e di qualità, che quest’anno coglie anche l’opportunità di ricordare chi ha portato il grande jazz a Gallarate: «Doneremo una targa speciale a due dei fondatori del Gallarate Jazz Club – chiosa De Aloe -, Elio Merindiani e Nino Russo, che negli Anni ’70 fecero suonare i più grandi, Chet Beker compreso, tra il bar Ferrari e il Teatro delle Arti: una volta ricordo che suonavo a Montecarlo ed un’artista americana mi chiese da dove venissi, e quando risposi Gallarate si sciolse e ricordò i bei tempi del Gallarate Jazz Club, una realtà viva e fondamentale per quegli anni e per quelli a venire». I biglietti per le serate costano 5 euro, l’abbonamento per le tre serate 12 euro, gli altri appuntamenti sono gratuiti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2008
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