Il lungo iter del Franco Ossola: il 2009 sarà l’anno buono?

Il progetto presentato nel dicembre 2005 è al vaglio del Politecnico di Milano per la valutazione dell'impatto ambientale. Il Varese1910 resta il maggior interessato alla realizzazione

A Busto si discute di un nuovo stadio, un refrain che a Varese ha tenuto banco per circa tre anni e che ora è momentaneamente tornato nell’oblio in attesa di un parere decisivo sull’impatto ambientale.

All’ombra del Sacro Monte il promotore di un nuovo "Franco Ossola" è stato, come noto, Riccardo Sogliano. L’ex difensore del Varese, oggi imprenditore e proprietario fino alla scorsa primavera della squadra di calcio cittadina, aveva presentato un progetto gioiello nell’ormai lontano dicembre del 2005 che prevedeva la ricostruzione totale dell’impianto di Masnago. Diecimila posti a sedere, copertura integrale, un ampio parcheggio sotterraneo e una grande area commerciale erano le caratteristiche della nuova arena. Con il passare dei mesi si conobbero anche alcuni nomi degli investitori coinvolti: il costruttore è l’ingegnere bresciano Gabriele Fogliata mentre la società capofila del progetto è la bergamasca Gsc rappresentata da Costantino Serughetti.

L’iter del progetto è proseguito con la richiesta al Comune di un bando per l’emissione di una gara d’appalto. Il primo tentativo effettuato è stato quello in project financing, finito nel nulla perché la proposta del Varese non aveva i requisiti adatti.
Il passo successivo fu la richiesta di un parere al professor Ernesto Stajano sulla possibilità di un’aggiudicazione diretta al Varese dell’area dell’attuale Franco Ossola; parere negativo e quindi progetto stadio rimandato per verifiche nelle diverse commissioni comunali.
Siamo quasi all’attualità: nel dicembre 2007 l’argomento è stato affrontato in consiglio comunale che, nel luglio di quest’anno ha dato incarico al Politecnico di Milano di valutare l’impatto ambientale. La discussione verte principalmente intorno alla volumetria dell’area commerciale affiancata alla parte sportiva: il progetto originale prevedeva circa 45mila metri quadrati mentre il Comune sarebbe disposto a concederne meno della metà, tra i 15 e i 20mila. Il parere del Politecnico è atteso entro gennaio 2009 e per la prossima primavera potrebbe essere davvero l’ora del bando.
Durante tutto questo tempo, caratterizzato anche da diversi tira e molla tra il Varese e Palazzo Estense, bisogna ricordare anche l’attività di un comitato a favore del progetto Sogliano. Si tratta de "La nostra città, il nostro stadio", presieduto dall’avvocato Segic, che ha raccolto migliaia di firme e promosso anche manifestazioni pubbliche per sensibilizzare i varesini sull’importanza di avere un nuovo impianto sportivo.

Una gara cui l’attuale Varese 1910 del presidente Antonio Rosati è sempre interessato. Non è un mistero che il gruppo dell’ingegner Fogliata abbia investito – e stia tuttora investendo – parecchio denaro sottoforma di sponsorizzazione alla società biancorossa. Fino alla stagione scorsa il "Progetto stadio XXI Secolo" aveva sborsato oltre un milione di euro a favore del club, una cifra che con il contributo di quest’anno sportivo arriva a toccare, dall’inizio del progetto, il milione e mezzo.
Nel frattempo il Varese continua a giocare nel vetusto Franco Ossola, che ogni anno subisce tagli alla capienza e ritocchi necessari a garantirne l’agibilità. L’ultimo intervento copioso in ordine di tempo riguarda gli spogliatoi utilizzati durante le partite di campionato. Bonificati dall’amianto sono appena tornati agibili: nelle prime gare stagionali intanto i giocatori erano stati ospitati dai vecchi locali con l’uscita dal basso che si trovano al di sotto della Curva Sud. Un tocco vintage per uno stadio ogni giorno più arcaico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2008
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