Il Pd scende in piazza

La prima manifestazione nazionale si svolgerà sabato 25 ottobre a Roma. Da Varese un treno speciale con 400 posti

«La prima manifestazione nazionale del PD di sabato 25 ottobre a Roma sarà un grande appuntamento di popolo per una politica riformista. Tra la gente c’è una grande voglia di reagire ai primi preoccupanti provvedimenti del governo Berlusconi che dobbiamo sapere raccogliere. E c’è un Paese fermo, in recessione economica, ripiegato, con tante famiglie che letteralmente non ce la fanno, e con una maggioranza di centrodestra che non sa assumere alcun provvedimento per salari e stipendi né per rilanciare lo sviluppo».
Sta tutto in queste parole il senso della manifestazione organizzato dal Partito Democratico, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa.
Da Varese, per la prima volta, partirà un treno speciale con circa 400 posti. (Partenza, alle ore 5 di sabato 25 ottobre, dalla stazione delle FF.SS. Per ogni informazione è possibile chiamare il numero telefonico 0332/286754 o inviare una mail a info@pdvarese.it ).
La manifestazione aprirà, inoltre, la strada alla Conferenza del PD che avrà luogo all’inizio del 2009 con l’obiettivo di elaborare un profilo ed una piattaforma programmatica innovativa.
Alla manifestazione interverranno
: il segretario provinciale del Pd Stefano Tosi, il senatore Paolo Rossi, il deputato Daniele Marantelli, il Consigliere regionale Giuseppe Adamoli,  Responsabile regionale Enti locali Alessandro Alfieri e Francesca Benzoni, Presidente Coordinamento provinciale. 
«La manifestazione del 25 ottobre ha al centro due questioni – hanno spiegato Tosi e Marantelli – : la lotta per fare ripartire l’Italia, cominciando da stipendi e pensioni; la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo di centrodestra.

Siamo preoccupati per l’Italia. Il nostro è un Paese fermo, che non cresce. Milioni di famiglie italiane sono e si sentono sempre più povere; soprattutto quelle a reddito fisso spendono troppo per vivere e fanno fatica a fare quadrare i conti alla fine del mese. Invece di pensare a come uscire da questa crisi, invece di tutelare i risparmi e il potere d’acquisto dei salari e degli stipendi degli italiani, invece di impegnarsi a garantire la loro sicurezza, il governo Berlusconi si preoccupa solo delle vicende personali del premier, riportando il Paese al tempo dei conflitti istituzionali, delle leggi ad personam e della confusione tra interessi privati e cosa pubblica».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2008
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