In 150 per urlare “basta all’uso di animali nella ricerca”

La manifestazione della Lav è ormai un appuntamento tradizionale e nazionale per gli animalisti italiani. Slogan contro la facoltà di biologia dell'Uninsubria e contro l'Insubria's Biopark

In 150 hanno sfilato per le strade di Busto Arsizio oggi, sabato 4 ottobre, per commemorare il "roditore ignoto" nel giorno della "risoluzione di San Francesco". Gli attivisti della Lav (Lega Antivivisezione) si sono dati appuntamento in piazza Plebiscito per il corteo annuale di protesta contro l’uso di animali negli esperimenti di laboratorio. Una pratica ancora molto in uso e che vede Busto Arsizio, con la facoltà di biologia dell’università dell’Insubria, e Gerenzano con l’Insubria’s biopark, al centro delle attenzioni dell’associazione. In questi due centri, infatti, vengono utilizzati migliaia di animali (roditori e scimmie principalmente) .

La manifestazione avviene in questo giorno in ricordo dell’approvazione, da parte del consiglio comunale di Busto, di una risoluzione che subordinava la possibilità per l’università dell’Insubria di utilizzare uno stabile comunale all’abbandono di pratiche scientifiche sugli animali. All’atto non è mai stato dato seguito e i laboratori della facoltà, che ha sede ai Molini Marzoli, continuano a fare uso di cavie animali. Al corteo hanno partecipato anche una rappresentanza dei Verdi, il consigliere di Rifondazione Antonello Corrado, a suo tempo (2003) promotore della "risoluzione di San Francesco" di cui sopra, poi rimasta lettera morta, una rappresentanza di Azione Giovani e il consigliere comunale Francesco Lattuada del PdL.
Il corteo è stato guidato da Francesco Caci, responsabile della Lav di Busto Arsizio, il quale ha scambiato qualche battuta con la stampa per ribadire che la ricerca scientifica potrebbe essere migliore senza l’uso di animali: «E’ provato che l’uso di altre tecniche per testare i farmaci è possibile – ricorda Caci – usare animali di specie completamente diverse dalla nostra è assurdo e controproducente. Nel resto d’Europa si è passati alla sperimentazione tramite "librerie fagiche" (sperimentazione in vitro, ndr), alla Pharmagene si usano cellule e tessuti umani, poi c’è la cancerogenesi e il microdosing su volontari». La scienza nel mondo, secondo Caci, è già andata oltre la sperimentazione sugli animali mentre in Italia, sosrtiene sempre il rappresentante della Lav, «Si continua a privilegiare una piccola casta di professori e ricercatori che si ostinano a sperimentare sugli animali, usandone decine di migliaia, come accade qui a Busto».

Il corteo colorato e pieno di bandiere, striscioni e cartelli è partito da piazza Plebiscito per arrivare fino a Palazzo Gilardoni e ai Molini Marzoli, come da tradizione, sotto le finestre dei laboratori della facoltà di biologia.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2008
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