“In carcere i detenuti non perdono i loro diritti”

Si è celebrata in piazza San Giovanni la festa della polizia penitenziaria. Tra i temi affrontati il sovraffollamento e le attività per il recupero sociale dei carcerati

Garantiscono l’ordine nelle carceri e lavorano per dare ai detenuti una seconda possibilità. Sono gli uomini e le donne della polizia penitenziaria che questa mattina a Busto Arsizio hanno celebrato la festa del corpo provinciale. Sono più di trecento gli agenti impiegati a Varese e Busto Arsizio che si occupano di oltre seicento detenuti. «Il ruolo che lo Stato ci ha assegnato è fondamentale nella lottta contro la criminalità – ha spiegato Michela Cangiano, vice commissario e comandante del reparto di Busto Arsizio – È nostro compito mantenere l’ordine e la sicurezza nel carcere oltre a prevenire risse, evasioni, rivolte e anche atti di autolesionismo. L’insieme di queste attività richiede controlli costanti e un’organizzazione complessa. All’interno delle carceri della nostra provincia ci sono detenuti di 44 nazionalità diverse: questo implica una maggiore attenzione da parte delle nostre forze dell’ordine all’ascolto e alla risoluzione dei problemi che possono nascere all’interno delle strutture».

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Polizia penitenziaria in festa 4 di 44

Ma il lavoro della polizia penitenziaria non si limita alla tutela dell’ordine, va oltre, compiendo un passo molto importante per la sicurezza di tutta la società: «Aiutare il detenuto a recuperare la legalità è parte del nostro lavoro quotidiano – ha aggiunto Michela Cangiano -. Il rispetto dei carcerati, la salvaguardia della loro dignità sono i primi passi che ci permettono di lavorare sul loro recupero e reinserimento. Li aiutiamo a responsabilizzarsi e a riconquistare il rispetto di se stessi. L’ingresso in carcere non priva l’individuo dei suoi diritti». 

A celebrare la giornata di festa, oltre a un nutrito gruppo di spettatori, c’erano diverse autorità tra cui il questore di Varese Matteo Turillo, il prefetto Simonetta Vaccari, il sindaco della città di Busto Arsizio Gigi Farioli.
«Le forze dell’ordine – ha commentato il primo cittadino – hanno dimostrato in questi giorni che lo Stato c’è e che ha come orizzonte la speranza e non la disperazione».

La parola è passata poi al direttore della Casa Circondariale di Varese, Gianfranco Mongelli che ha presentato alcune attività di recupero sociale dei detenuti avviate in collaborazione con alcune associazioni di volontariato e ha  sottoposto nuovamente il problema del sovraffollamento e ha ribadito la necessità di trovare una nuova soluzione per il carcere Miogni di Varese. Questioni che sono state ribadite dal direttore del carcere di Busto Arsizio e di Como Salvatore Nastasia che si è soffermato sull’importanza della collaborazione con gli attori del territorio sul fronte della sicurezza e del reinserimento dei carcerati. 

La cerimonia si è conclusa con la consegna delle onorificenze agli agenti che si sono distinti per la loro attività: Sebastiano Palmese, Enrico Murru, Pietro Trani, Lucio Formato, Luciano Mereo, Rosario Arcidiacono, Pasquale De Giglio, Antonio Coviello, Sinibaldo Diurno, Alessandro Croci, Angelo D’Elia, Fedele Raspanti, Sebastiano Mangiafico, Renato Petrella, Giuseppe Vargiu, Paolo Santus.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2008
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