In crescita l’industria del “caro estinto”

In occasione delle festività dei Morti, la Camera di Commercio fa il punto dell'aziende "pompe funebri", cresciute del 6,8% negli ultimi 8 anni

Le imprese funebri in Lombardia sono cresciute del 6,8% negli ultimi otto anni. Complessivamente sono 656 le imprese funebri attive in Lombardia nel 2008, il 12 % del totale nazionale: 144 operano nel commercio di articoli funerari e cimiteriali e 512 nelle pompe funebri e attività connesse.
In particolare la provincia più attiva nel settore è Milano con una concentrazione del 36% di imprese funebri sul totale regionale (236 in totale, di cui 38 nel commercio di articoli funerari e 198 di pompe funebri e attività connesse) e una crescita in otto anni del 4,9%. Seguono Brescia con il 16,9% del totale lombardo di imprese funebri (111 attività) e un incremento del 30,6% dal 2000, il più alto in Lombardia, Bergamo con il 9% del totale in Lombardia (59 imprese funebri) e una variazione del +20,4% dal 2000. Un gradino più in basso Varese, con una quota pari all’8,7% del totale regionale di imprese funebri nel 2008 (57 imprese) e Pavia con il 6,7% (44 imprese).

Le province con la maggior densità di imprese funebri per numero di abitanti sono Sondrio con circa 1,3 imprese attive ogni 10.000 residenti, Mantova e Brescia (con poco meno di 1 impresa) e Pavia (0,83): queste province superano la media regionale che è pari allo 0,68 e sono seguite da Varese (0,66) e Lodi (0,64); Milano si attesta invece in ottava posizione tra le province lombarde (0,60). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese al II trimestre 2008, 2007 e 2000 e su dati Istat al 31 dicembre 2007.
L’andamento quest’anno secondo i fioristi milanesi. Presso i chioschi che operano nelle immediate vicinanze dei cimiteri milanesi – lo rileva l’Associazione dei giardinieri, floricoltori, fiorai e pulitori dei cimiteri di Milano aderente all’Unione del Commercio – il fiore più acquistato resta il crisantemo che costa da 1,50 a 2,50 euro. Il prezzo di un mazzo di crisantemi (5 rami) varia da 3,50 a 4,50 euro. Richieste anche le rose (prezzi da 1,50 a 3 euro) ed altri tipi di fiori come lillium, gerbere e garofani. L’Associazione rileva che quest’anno i fiori sono di una buona qualità media e che non vi sono stati aumenti di prezzo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2008
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