In fila per il latte fresco

Il distributore di latte e yogurt presso il municipio funziona. La gente promuove l’iniziativa: “Inquiniamo meno e risparmiamo”

C’è una grande mucca vicino al comune di Casorate Sempione. L’animale, a grandezza naturale, segnala la distribuzione di latte fresco, yogurt, budini alla vaniglia e al cioccolato, tutti prodotti in zona, dalla fattoria “Rinascita” di Centinate, frazione di Besnate. E’ solo da qualche settimana che la casetta è attiva, ma l’idea ai casoratesi piace e non solo a loro. L’accordo tra il comune e l’azienda agricola ha portato all’installazione di un distributore self-service, ecologico ed economico. Spiega l’assessorato ai servizi sociali: “In questo modo abbiamo eliminato i passaggi intermedi tra produttore e consumatore, che sono messi a diretto contatto”. Invece di 1.60 euro o di 1.75 euro del negozio o del supermercato, il latte intero, munto nella frazione di Besnate e portato ogni mattina a Casorate, costa solo 1 euro al litro. I cittadini arrivano con la propria bottiglia e acquistano la quantità di latte desiderata, che in frigorifero a casa dura fino a 3 giorni. Se qualcuno si dimentica la bottiglia, ne può acquistare una dalla macchinetta con 70 centesimi. La qualità è assicurata: tutti i giorni i prodotti caseari sono cambiati e l’apparato refrigerante della casetta li conserva a 4°. “In questo modo il costo del prodotto si abbassa e si producono meno rifiuti, poiché la bottiglia di vetro portata da casa si può riutilizzare” sottolinea l’assessorato ai servizi sociali. Il distributore è aperto 24 ore su 24 e ha riscosso successo. Fuori dalla casetta si forma la fila soprattutto di nonni con i passeggini, donne in bicicletta o in macchina, mamme che vengono a prendere i figli all’uscita da scuola. Anche se non manca qualcuno che va a comprare il latte di notte, l’orario clou per l’acquisto è legato alla fine delle lezioni a scuola. I genitori aspettano i figli e intanto fanno la spesa del latte fresco o persino della merenda: uno yogurt o un budino. Non mancano poi cittadini di passaggio di altri comuni, come una signora di Vizzola Ticino: “Passavo di qui, sono rimasta senza latte e ne ho approfittato”. L’iniziativa insomma piace e in poco tempo la voce del distributore si è diffusa. C’è chi va per una scelta etica: “In questo modo inquiniamo meno” e chi va per il portafoglio: “70 centesimi in meno non sono pochi e il latte è buono”. Qualche cittadino va anche oltre: “Si potrebbe pensare ad un distributore anche di detersivi”. La gente non è insensibile al discorso ecologico e neppure ai costi della spesa.

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Mucca finta, latte vero 4 di 5

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2008
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