L’allarme della Uil: senza dopo scuola, donne senza lavoro

Con uno studio condotto a livello nazionale, il sindacato dimostra che abolendo il tempo prolungato le donne avranno più problemi a gestire il lavoro

Tempo pieno uguale occupazione femminile. È il risultato a cui è giunto il sindacato Uil dopo aver analizzato le percentuali di iscrizioni dei bambini al tempo pieno scolastico e quelle di occupazione femminile.
Al Nord, per esempio, dove l’orario prolungato è frequentato dal 61,4% degli scolari, il tasso di occupazione delle donne tra i 25 e i 54 anni è del 72,6%. Al centro , a fronte di un’iscrizione al tempo prolungato del 60,1% dei bambini si ha un’occupazione femminile pari al 65,4%. A ulteriore riprova, la Uil mostra i dati relativi al meridione dove l’occupazione delle donne è del 39,5% con il 21,2% dei bimbi iscritti al tempo pieno.
Nelle regioni o province dove più lunga è l’offerta scolastica, si hanno più donne impegnate nel mondo del lavoro: si va dal 73% di occupazione femminile del Trentino con il 75% dei bambini iscritti al dopo scuola, alla Liguria dove la percentuale di occupazione rosa è del 70% a fronte del 72% di iscrizioni a scuola. Fanalino di coda è la Sicilia con il 9% di bambini iscritti al tempo prolungato con il 37,4% di donne occupate.  

Alla luce, poi, dei dati dello scorso anno, quando di registrò un incremento sia dei bambini occupati a scuola nel pomeriggio del 3% sia delle donne lavoratrici (+1,3%), il sindacato Uil ribadisce la necessità che non ci siano tagli al comparto scuola, penalizzazioni che compromettano l’offerta educativa sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. 

«L’innovazione, di cui la scuola ha bisogno – Guglielmo Loy e Massimo di Menna, rispettivamente Segretario Confederale UIL e Segretario Generale UIL Scuola –   non può partire dal taglio indiscriminato delle risorse: gli effetti dei tagli non solo avranno ripercussioni dirette sulla qualità dell’istruzione, ma anche indirette, sull’occupazione in generale e femminile in particolare. L’innalzamento della partecipazione femminile al mercato del lavoro dipende, anche, dalla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. In Italia il tasso di occupazione femminile, è, come noto, molto al di sotto della media europea. Ed il gap che separa l’Italia da molti Paesi dell’Europa, deriva anche dalla presenza, in questi ultimi, di “infrastrutture immateriali” che supportano la donna che lavora. Siamo convinti che il progetto educativo del tempo pieno costituisca una risorsa importante per il lavoratore e la lavoratrice in quanto, oltre ad essere un valido strumento formativo peri ragazzi, rappresenta un sostegno per le donne nella conciliazione del tempo per la famiglia e per il lavoro, che concorre alla modernizzazione del Paese ed alla qualificazione delle professionalità».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2008
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