L’Anpi sta con Calamandrei

Il padre della Costituzione aveva già previsto tutto, o quasi. Nota dell'Anpi che aderisce al presidio di protesta domenica 26 ottobre in piazza Libertà

Riceviamo e pubblichiamo 

Piero Calamandrei – estratto dal discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950  

"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.

Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi

teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.

Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di Stato. E magari si

danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private.

A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.

Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà.

Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

L’ Anpi di Gallarate, anche in ragione di tutto quanto il Prof. Calamandrei profeticamente annunciava già quasi sessant’anni or sono, aderisce e sostiene tutte le rivendicazioni democratiche e pacifiche in difesa della Scuola così come delineata nella Carta Costituzionale, fondamento ineludibile della nostra Repubblica e del nostro vivere civile, ed a tale scopo ne rammenta i dettati agli Artt. 33 e 34 che, tra l’altro, così recitano: 

Art. 33: 

“…La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi…”

“…Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.” 

Art. 34 

“La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”   

L’ Anpi di Gallarate aderisce pertanto al presidio in piazza Libertà a Gallarate domenica 26 ottobre dalle 9 alle 13 per la difesa della scuola pubblica

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2008
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