L’Astrovia della Valbossa prende forma

Le installazioni luminose sono state inaugurate dal professor Furia e da varie personalità intervenute sulla pista ciclopedonale

Il “popolo della ciclopedonale” ha invaso la pista ciclabile per l’inaugurazione dell’Astrovia della Valbossa: molti i bambini con genitori al seguito. Alla cerimonia erano presenti tutti i sindaci della Valbossa, il centro Geofisico Prealpino, la Pro Loco Azzate, il gruppo astrofilo "Ultima Stella AVA" di Daverio ed un nutrito gruppo di astrofili che rappresentavano l’intera la Provincia di Varese; ospite d’onore della serata il professor Salvatore Furia, fondatore della "Cittadella di Scienze della Natura di Campo dei Fiori". L’evento ha avuto inizio sotto la stella del nostro Sistema Solare, ovvero alla stazione del Sole, di fianco al parcheggio Tigros di Buguggiate. Poco prima del taglio del nastro, il sentiero planetario è stato benedetto dal Prevosto di Azzate don Angelo Cavalleri e dal sacerdote di Villa Cagnola in Gazzada. Seconda tappa alla "Madonnina", il santuario giubilare di Azzate che si trova sul percorso dell’Astrovia, per proseguire l’inaugurazione con un aperitivo. Nel breve percorso si è così riusciti ad ammirare la particolarità luminosa di alcune installazioni dei pianeti, che con l’imbrunire della serata, ha fatto risaltare l’aspetto artistico dell’Astrovia della Valbossa. 

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Astrovia della Valbossa 4 di 11

L’intervento del professor Salvatore Furia, padrino dell’Astrovia, ha reso evidente l’importanza di saper dosare la luce in modo sapiente e costruttivo. Infatti, le sfere dei pianeti dell’Astrovia contengono dei diodi luminosi con particolari filtri colorati che rendono molto tenue la luce emessa. L’impressione è di vedere ad occhio nudo il pianeta proprio come se fosse visto da un telescopio. Francesco Cernecca del gruppo astrofilo "Ultima Stella AVA" di Daverio ha evidenziato che l’inquinamento luminoso provoca non solo l’invisibilità delle stelle ad occhio nudo ma porta anche ad un impoverimento culturale nel non sapere più che cosa c’è di meraviglioso e affascinante sopra il nostro naso. Un tipico esempio è stato un esteso blackout di qualche ora negli USA, questo ha portato il panico in molti perché nel cielo si vedevano molti punti luminosi e una ampia scia bianca. In realtà erano alcune stelle e la via Lattea scambiate per UFO.

Il presidente della Pro Loco Azzate, Enzo Vignola, si è soffermato sull’aspetto culturale e multidisciplinare che l’Astrovia ha indotto; le conoscenze scientifiche degli astrofili sono state plasmate in opere d’arte grazie alle sapienti doti delle pittrici, coniugando anche l’innovativa tecnica della luminosità crepuscolare applicata alla struttura. L’Astrovia della Valbossa, tenterà così di far comprendere a grandi e piccoli i misteri del cielo, semplicemente camminando. Il professor Salvatore Furia ha indicato che simili lodevoli iniziative devono essere solo l’inizio di un percorso. Ci saranno iniziative varie collegate all’Astrovia. Un libro che illustra la nascita dell’Astrovia della Valbossa, unica nel suo genere, sarà presto in vendita.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 ottobre 2008
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