L’ombra della truffa sulla carta sconto benzina

Indagati 44 benzinai, 15 nella nostra provincia 29 nel comasco. Avevano in custodia oltre 200 tessere per il rifornimento scontato

Il comandante della Guardia di Finanza di Varese, Antonino Maggiore, per il momento parla di «anomalie nell’erogazione della benzina scontata», ma all’orizzonte si prospetta una vera e propria truffa ai danni della Regione Lombardia. Nel mirino delle fiamme gialle sono finite 44 pompe di benzina che custodivano 214 tessere sconto di altrettanti cittadini, 67 varesini e 147 comaschi. A un benzinaio in autostrada sono state sequestrate ben 14 tessere.

La segnalazione della Regione Lombardia risale al luglio scorso, quando i tecnici del Pirellone si sono resi conto che alcune erogazioni di benzina erano «strane»: perché troppo ravvicinate nel tempo, perché sforavano il limite dei 500 litri al mese (100 litri al giorno) o perché esorbitanti rispetto alla portata del serbatoio della vettura a  cui corrispondeva la carta sconto.
Il sospetto degli inquirenti è che i benzinai approfittassero delle tessere in loro possesso per fare benzina scontata anche a chi non ne aveva diritto, intascando così, oltre ai soldi di chi faceva il pieno di carburante, anche quelli del rimborso pagato dalla Regione. 

A Varese risultano indagati i proprietari di 15 pompe di benzina, a Como 29La cautela della Guardia di Finanza è dovuta al fatto che le indagini sono ancora in corso e quindi non è ancora chiaro il rapporto tra benzinai e proprietari di tessere sconto. Questi ultimi non sono per il momento indagati e dovranno rispondere come previsto dal regolamento della carta sconto, perché il documento è strettamente personale e non puo’ essere utilizzato da altre persone e per altre autovetture. Sulla carta, infatti, è riportato nome e cognome del titolare, la fascia sconto (A o B), che varia a seconda del comune di residenza, la data di scadenza e la targa dell’automobile. Non si escludono, quindi, accordi tra le parti per dividersi i rimborsi della Regione Lombardia, aspetto su cui stanno indagando il pm Agostino Abate, per il filone d’indagine di Varese, e il pm Daniela Meliota, per quello comasco.
Il Pirellone da parte sua ha già chiuso i rubinetti dei rimborsi ai benzinai indagati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2008
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