La crisi internazionale mette in difficoltà le aziende brianzole

Una perdita di quasi 60 milioni di euro: questa la fotografia realizzata dall'ufficio studi della Camera di Commercio che interviene con un pacchetto anticrisi

Per arginare gli effetti della crisi finanziaria, le cui perdite per la Brianza – secondo un’indagine realizzata dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza – si aggirano sui 60 milioni di Euro, la Camera di commercio di Monza e Brianza interviene con un “pacchetto anticrisi”. «Intervenire in questo momento richiede molta prudenza. Comunque, le imprese della Brianza – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – dimostrano ancora fiducia, mista certo a preoccupazione.  L’impegno delle istituzioni è quello di sostenere la sfida quotidiana delle imprese per rafforzare la competitività e mantenere i livelli occupazionali. Come Camera di commercio abbiamo pensato di intervenire a livello locale con interventi sul versante dell’accesso al credito e con finanziamenti diretti alle imprese per l’innovazione. Occorrono, comunque, iniziative strutturali a livello nazionale che rilancino i consumi, anche con ulteriori forme di detassazione dei redditi».

L’impatto negativo della crisi finanziaria si traduce in una perdita nel giro d’affari di circa 60 milioni di euro. La metà delle imprese brianzole intervistate ha dichiarato di aver avuto conseguenze negative sul proprio business in media nella misura del 15% .

Una percezione che trovava già conferma nell’andamento dell’economia reale: nel secondo trimestre 2008 l’indice della produzione industriale manifatturiera registrava una variazione tendenziale negativa pari a –2,3% per la Brianza e -0,6% per la Lombardia. Un quadro congiunturale in rallentamento, che già allora evidenziava preoccupazione per il futuro.

Attualmente la provincia di Monza e Brianza registra, in Lombardia, il maggior numero di imprese a controllo estero  (223), dopo la provincia di Milano che ne conta 2.522. Se si trascura il dato relativo al commercio all’ingrosso, gli IDE stranieri si concentrano nei settori del manifatturiero (chimico, meccanico e macchine elettriche), in cui il sistema economico locale possiede un vantaggio competitivo, che oggi potrebbe risentire ancora di più della crisi in atto. La crisi americana potrebbe toccare anche le 82 imprese di Monza e Brianza controllate da un gruppo estero, una su quattro statunitense. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2008
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