La Farmacia Comunale si trasforma

Votata martedì 30 novembre la trasformazione della Farmacia Comunale nella nuova azienda “Spes”. Presenti solo due consiglieri della Lega Nord

E’ ufficiale, con martedì 30 settembre a Somma Lombardo parte la nuova esperienza della patrimoniale. La nuova azienda a capitale pubblico porta un fiducioso nome latino: “Spes”. Fiduciosa, infatti, è la maggioranza, soprattutto sulla possibilità di snellire grazie alla nuova società l’iter burocratico dei lavori. Più dubbiosa è la minoranza, che vede la patrimoniale ancora poco definita nei compiti e nelle funzioni. La trasformazione della Farmacia Comunale è stata votata martedì sera, in un lungo consiglio comunale finito alle ore piccole, con 11 voti della maggioranza e 7 contrari dell’opposizione. La Lega ha votato, ma in sala la presenza del Carroccio era ridotta: a Palazzo Viani Visconti c’erano solo due consiglieri, il segretario Francesco Casella, che ha votato a favore, e il consigliere Matteo Zantomio, che non ha partecipato al voto.  

Inglobando la Farmacia Comunale, la nuova società privatistica a capitale pubblico si occuperebbe di gestire i servizi di mensa, trasporto degli alunni e assistenza domiciliare. A queste funzioni, però, si aggiungerebbero la manutenzione degli edifici scolastici e la costruzione di opere pubbliche. Ricorda Gerardo Locurcio, assessore alla pubblica istruzione: «La patrimoniale sarà il braccio operativo dell’amministrazione comunale, snellendo le procedure. Alla “Spes” sarà trasferito un patrimonio, che potrà avere agevolazioni nell’accensione di mutui».

Ora partono i tempi tecnici per la nomina del Cda, costituito da 3 persone: un presidente, un vicepresidente e un consigliere, nominati dal sindaco. All’ottimismo della maggioranza si contrappone la cautela dell’opposizione, preoccupata dalla poca chiarezza sul funzionamento della nuova azienda. Durante la serata sono stati discussi più di una decina di emendamenti presentati dalla minoranza unita: Pd, Brovelli, Insieme per Difendere Somma. Sono passati alcuni piccoli accorgimenti richiesti dall’opposizione: è stato eliminato il compenso di buona uscita, inizialmente previsto, e sono stati variati i compensi per gli amministratori con parametri fissi. Non è passata, invece, la richiesta più importante, secondo la minoranza, di lasciare al consiglio comunale la possibilità di una verifica e di un minimo di indirizzo sugli atti della società. Virginia Brasca del Pd afferma: «Non è passata una tutela. Dato che la patrimoniale ha un capitale pubblico, il pubblico deve poter verificare il suo uso: tutto il consiglio comunale ne è responsabile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2008
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