La formazione più all’avanguardia? Quando i vecchi insegnano il lavoro ai giovani

Sembra una banalità, ma è quello che dopo anni di tecniche nuove, gli artigiani chiedono al mercato della formazione

La formazione più richiesta è anche la formazione più antica: quella dove i laoratori esperti insenano il mestiere ai ragazzi  al le prime armi.

E’ quello che è emerso da "Fabbisogni formativi delle microimprese nella provincia di Varese" l’indagine condotta elaborando i questionari di 150 aziende della provincia dall’istituto Creares della Facoltà di economia dell’università dell’Insubria, guidata dal professor Alfredo Biffi e presentata a Malpensafiere il 14 ottobre 2008.

Una indagine che, stando ai risultati, parte dal presupposto che uno dei principali problemi di microimprese e artigiani è quello di trovare le persone giuste per la loro azienda. Per le imprese la cosa più importante nella formazione è quella di formare giovani operai e apprendisti più che dedicarsi alla formazione continua di figure aziendali specifiche come venditori, amministrativi operai anziani o figli del titolare.

Gli artigiani e le micro imprese interessate, poi, chiedono innanzitutto che vengano insegnate le tecniche base per lavorare e i fondamenti di legislazione sul lavoro,  specie quelli riguardanti la sicurezza: molto più dei più proposti corsi di uso del PC o dei relativi software o quelli di marketing e vendita.

I corsi possono essere tranquillamente collettivi, ma è giusto, secondo gli artigiani, che vengano aggregate persone che provengono da aziende con problematiche simili, e che i corsi si svolgano in aziende vicine o addirittura nella propria. Il miglior sistema di conoscenza e promozione di questi corsi è ormai l’email: a rispondere così sono il 70% degli interessati. Crollato l’appeal del fax, sceso del 24% e ormai residuale l’apporto del catalogo, giudicato valido dal 19 % degli intervistati.

Le organizzazioni di cui più fidarsi per un corso sono di gran lunga le associazioni artigiane, preferite dal 72% degli interpellati, e tra i formatori i più credibili risultano essere i tecnici anziani, che hanno un elevato bagaglio di saperi pratici da trasmettere ai lavoratori più giovani.

 

Tra le proposte di azione, evidenziate in base alla ricerca dalla professoressa Anna Puricelli, docente in Bocconi, il “corso del futuro” sembra perciò essere un percorso di addestramento tecnico su misura per giovani apprendisti motivati, nell’azienda di lavoro o in una vicina, con docenti formati dai tecnici di più esperienza, per trasferire ai giovani il modo di lavorare di chi ha più esperienza: rendendo formazione professionale quello che era una volta più “grezzo” trasferimento di conoscenze tra operai di diversa età.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2008
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