La proposta della Lega: permesso di soggiorno a punti

Il provvedimento, se diventasse legge riguarderà oltre 40 mila immigrati della provincia di Varese. Chiesto l’inasprimento delle pene per furti e rapine

Rispetta la legge altrimenti perdi i punti. E vai a casa. Un provvedimento simile a quello previsto per le patenti, nel 2003,  ma non si tratta di automobilisti indisciplinati, bensì di immigrati con permesso di soggiorno. La proposta è arrivata al Senato ed è stata illustrata dal vicepresidente Rosi Mauro, e dal capogruppo dei senatori leghisti Federico Bricolo e ha l’obiettivo di intervenire sul disegno di legge “Maroni” sulla sicurezza, puntando sulla condotta degli immigrati. Un vero e proprio permesso di soggiorno a punti, insomma, con penalità e premi per gli immigrati che accettano di integrarsi e di conoscere la lingua italiana.

Un provvedimento che riguarderebbe – in condizionale è d’obbligo dal momento che si parla ancora di un emendamento solo presentato – anche i quasi 30 mila immigrati con permesso di soggiorno presenti in provincia di Varese (oltre a 12 mila e 300 titolari di carta di soggiorno, che anticipa il permesso regolare di soggiorno). La metà di essi circa il 48,4% dei titolari di permesso di soggiorno rilasciato o rinnovato in provincia di Varese (pari a 14.421, per il 44,9% donne) risultano entrati in Italia entro il 2000.

I dati sulla popolazione immigrata in provincia di Varese sono gli ultimi disponibili e contenuti nell’ultimo rapporto sulle politiche sociali della Provincia di Varese, che fotografa la situazione al 31 dicembre del 2006.  «E’ evidente – si legge nel rapporto – che un soggiorno continuativo in Italia di lungo periodo lascia presupporre nella maggior parte dei casi un progetto migratorio stabile, e che, quanto meno, la permanenza dello straniero appare meno precaria sotto il profilo della legalità».

E proprio sulla legalità si gioca il provvedimento presentato dalla Lega in Senato. In pratica, come riportato anche oggi, 8 ottobre dal Corriere della sera, “lo straniero avrebbe in tasca un documento con un credito di 10 punti” da cui verranno decurtati tanti punti quante sono le irregolarità riscontrate allo straniero, anche di natura penale, con pene non superiori ai 2 anni, vale a dire le uniche che non comportano l’espulsione, “ma anche se si incappa in sanzioni amministrative e tributarie”. “Sopra la soglia dei 5 punti – sempre secondo il Corsera – si potrà recuperare frequentando un corso di lingua italiana e di educazione civica, mentre sotto la sufficienza scatterebbe l’obbligo dei lavori socialmente utili per ottenere crediti. A quota zero scatta l’espulsione.”

Tra le altre cose  i senatori della Lega chiedono pene maggiorate per i reati come la violazione di domicilio, furto e rapina; matrimoni misti più difficili se lui o lei non sono in regola con il permesso di soggiorno (la norma attuale, invece, consente di acquisire il permesso in seguito al matrimonio). Dura la replica da parte dell’opposizione: per l’ex ministro della Salute Livia Turco, il Carroccio «sta scherzando con il fuoco» perchè «avanza proposte che sa non essere praticabili, come il permesso di soggiorno a punti. A loro non interessa governare l’immigrazione, creare convivenza e sicurezza, ma solo alimentare la paura». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2008
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