La stagione delle intimidazioni

Da più di un anno una striscia di episodi sgradevoli in città, dalle aggressioni verbali fino alle auto danneggiate

Non è purtoppo che la clamorosa punta dell’iceberg l’incendio dell’auto del sindaco Gigi Farioli compiuto a Sacconago da ignoti (un individuo in scooter, sembra) che, ripresi da telecamere di sicurezza, ci si attende possano essere identificati. Già un anno fa si era verificata in città una serie di sgradevoli episodi del medesimo segno, anche se materialmente meno gravi. Quasi tutti erano rimasti senza conseguenze per gli autori, unico sicuro trait d’union fra episodi di matrici in alcuni casi diverse, accomunati di volta in volta dal vandalismo, dalla protesta estrema o dalla mancanza di rispetto per le persone. Ancora di recente era stato sfondato a mazzate il lunotto dell’auto di un consigliere comunale.

La città di Busto Arsizio non è certo incivile, ma ha preso ultimamente una china preoccupante. Intorno ad essa si stanno muovendo enormi interessi, all’interno di essa si agitano fantasmi che si vorrebbero tacitati da tempo. La ridda di ipotesi che circonda quanto accaduto domenica a danno del sindaco – fatto personale? ripicca per decisioni amministrative? vendetta all’indirizzo del Comune? provocazione politica? – non conduce da nessuna parte. Singolare anche la modalità dell’accaduto, in pieno giorno, nella piazza centrale di Sacconago. Un botto e via, quasi senza nascondersi, per la serie "facciamo un po’ come ci pare". Ignoriamo per ora il significato preciso dell’avvertimento – se di questo si trattava – ma non si può sottovalutare l’accaduto, anche alla luce degli altri fatti di cui sopra. Non è normale che si bruci l’auto di un sindaco. La strategia della paura e dell’intimidazione, anche senza arrivare alla violenza diretta contro le persone, non risolve i problemi. Ne crea di peggiori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2008
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