La vera “banca mondiale” è quella della Terra

L'opinione della delegazione varesina alla rassegna Terra Madre. "Tornereno a casa con una valigia più pesante, grazie alle parole di Petrini, Vandana Shiva e tanti altri"

Terra Madre è una grande festa di suoni, di colori, di sapori, di idee e di confronti fra tutti i produttori di cibo del Pianeta. Contadini, pescatori, pastori, artigiani, musicisti, tutti insieme riuniti in quel grande evento mondiale che guarda alla terra come unico e imprescindibile valore per ridare speranza all’umanità. Nell’ “industriale” Torino, da giovedì scorso, seimila delegati in rappresentanza di 1.650 comunità del cibo provenienti da 153 Paesi si stanno confrontando sui temi dell’agricoltura, della biodiversità, della tutela del pianeta.

La nostra piccola “delegazione” del Convivium di Varese di Slow Food ha seguito e continuerà a seguire fino a domenica sera questo grande evento mondiale. Torneremo nella nostra città e continueremo a lavorare sul territorio per unire gruppi di persone che, anche nella nostra provincia, producono, trasformano e distribuiscono cibo di qualità in maniera sostenibile e che condividono i problemi generati da un’agricoltura intensiva lesiva delle risorse naturali e da un’industria alimentare di massa che mira all’omologazione dei gusti e mette in pericolo l’esistenza stessa delle piccole produzioni. Per farlo ci occorre la collaborazione di tutta la rete sociale: le amministrazioni, gli enti locali, le scuole, l’università e le associazioni del territorio. Ma soprattutto serve la partecipazione dei giovani che sono il futuro e quella degli anziani, custodi di antichi saperi che, se non documentati, andranno persi per sempre. Torneremo a Varese con una “valigia” un po’ più pesante. Porteremo con noi l’intenso messaggio di Vandana Shiva, la scienziata che parla con il linguaggio del cuore e che nel suo intervento, il giorno dell’inaugurazione, ha detto: “La vera banca mondiale è quella della terra. Non dobbiamo mercificarla. L’agricoltura che vuole guadagnare con l’abuso di pesticidi e ogm non è la via. I fertilizzanti chimici sono una delle cause dei cambiamenti climatici mentre l’agricoltura biologica porta vita alla terra e al cielo . La grande iniziativa di questi giorni ci invita a fare ritorno alla terra madre che dona, che cura, che offre con generosità”.

Non dimenticheremo il discorso, con la sua bella cadenza piemontese, di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food che ha parlato della visione “olistica” dell’agricoltura in cui si fondono la sacralità del cibo, il rispetto per l’ambiente, la convivialità e la socialità. Infine, ci ricorderemo bene del volto di Sam Levin, giovanissimo studente americano che, con una passione fuori dal comune per la sua età, ha raccontato di come sia riuscito con altri compagni a creare un orto scolastico i cui frutti sono serviti quotidianamente nella mensa a tutti gli studenti. Vent’anni e tanta passione, tanta energia, tanto entusiasmo nel raccontare la grande esperienza della creazione di un orto. Eccolo il seme. Eccolo il futuro della terra.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2008
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