Le note di Chopin e Rachmaninov per ricordare

Il 21 ottobre, nell'aula magna di via Ravasi, si terrà il concerto della pianista polacca Joanna Trzeciak

La musica come mezzo attraverso il quale conoscere la storia. Avrà questo significato il concerto in programma il prossimo 21 ottobre nell’aula magna dell’Università dell’Insubria, via Ravasi, inserito nell’ambito della stagione concertistica di Ateneo e realizzato con il sostegno del Comitato provinciale di Varese dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. A esibirsi sarà la pianista polacca Joanna Trzeciak, con musiche di Chopin e Rachmaninov.

«Il concerto è preludio alle manifestazioni in programma all’Università dell’Insubria per il Giorno del Ricordo, che si terranno il 7 febbraio 2009 – sottolinea l’avvocato Sissy Corsi, presidente del comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmaziae si inquadra nel solco della consolidata collaborazione tra Ateneo e Associazione per mantenere alto l’interesse sulle vicende legate alle foibe, all’esodo delle popolazioni giuliane, dalmate e istriane e delle vicende del confine orientale del nostro Paese».

Collaborazione espressa in una serie di iniziative, come l’organizzazione di incontri, seminari e conferenze e, da ultimo, con la pubblicazione, da parte della casa editrice dell’Ateneo, l’Insubria University press, di un volume dal titolo: “La Stampa e la Memoria”, che ripercorre la storia dell’esodo degli italiani d’Istria e Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale, attraverso gli articoli pubblicati sui giornali lombardi, nel decennio dal 1945 al 1954.

«La scelta dei brani di Chopin e Rachmaninov – spiega il maestro  Corrado Greco, direttore della Stagione concertistica d’Ateneo – non è casuale: entrambi i compositori sono connotati da un forte legame con le radici nazionali, sia in termini di ispirazione che di concreta produzione artistica. Le musiche in programma per questo concerto evocano proprio i temi dell’esilio e dell’identità nazionale».

«Anche la musica diventa un mezzo per ricordare – aggiunge l’avv. Corsi – così come gli scrittori, anche i musicisti, attraverso le loro composizioni, esprimono lo stato d’animo, il disagio legato alle vicissitudini della propria terra, alla condizione di esilio, al recupero delle radici. Mi piacerebbe che soprattutto i giovani, gli studenti universitari si avvicinassero a manifestazioni di questo genere: iniziative mirate principalmente alla comunicazione del Ricordo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 ottobre 2008
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