Lega: “Servono classi ponte anche a Saronno”

Il Carroccio interviene sulla soluzione cittadina per insegnanti dedicati agli studenti stranieri: “Mancano le risorse per gli insegnanti”

riceviamo e pubblichiamo

Nelle scuole saronnesi ci sono sempre più alunni stranieri che, in molti casi non conoscono la lingua di insegnamento o vengono da sistemi scolastici differenti dal nostro. Il pericolo è che le classi restino indietro, come hanno spesso lamentato anche alcuni dirigenti scolastici delle scuole pubbliche saronnesi. La priorità della Lega è quella di pensare al futuro degli studenti: tutti devono avere le stesse opportunità e a uscire dalla scuola alla pari, altrimenti l’economica Lombarda ne risentirà pesantemente. Gli studenti che oggi sono stranieri, domani saranno cittadini lombardi. Se vogliamo che la Lombardia resti una regione europea in grado di affrontare le sfide del mercato del lavoro a livello europeo e mondiale, allora non possiamo permettere che i futuri lavoratori lombardi di origine straniera abbiano una preparazione scolastica di livello inferiore rispetto agli altri.

Cosa fare dunque? Analizziamo tre diverse possibilità.

La prima: bocciare gli alunni. Misura difficile da applicare quando certe classi hanno il 20% di stranieri. E’ difficile pensare di bocciare una quantità così elevata di studenti, altrimenti l’anno seguente avremo una classe di soli alunni impreparati e addio programma scolastico. E’ ingiusto inoltre bocciare chi si impegna a fondo, ma non conosce la lingua o non ha conseguito un grado di scolarizzazione adeguato. Sbagliato però promuovere, come accade oggi, anche chi non ha raggiunto un livello di preparazione adeguato.

Seconda possibilità: insegnanti di sostegno per tutti gli studenti stranieri. Questa era l’unica soluzione applicabile, con la quale eravamo d’accordo, seguita anche dal Comune dietro consiglio delle Scuole Pubbliche. Non è però la soluzione ottimale, dato che purtroppo non abbiamo risorse economiche sufficienti per assumere un numero adeguato di insegnanti. Bisognerebbe infatti avere insegnanti specializzati distribuiti in ogni classe dove sono presenti alunni stranieri in difficoltà. Inoltre servirebbero tanti docenti quante sono le lingue materne degli studenti. Spesso il corpo insegnanti normale non è nemmeno specializzato nell’affrontare queste difficoltà. Sbagliato investire così tanti soldi solo per star dietro all’immigrazione quando le nostre scuole hanno anche altre necessità, considerate importanti fino a non molto tempo fa, come ad esempio il miglioramento della qualità dell’insegnamento per star dietro agli standard europei.

Terza possibilità è un mix tra le due precedenti: un percorso personalizzato per ogni studente straniero che tenga conto del grado di conoscenza della lingua di insegnamento e della propria scolarizzazione. Classi di inserimento seguite da insegnanti specializzati ad affrontare questo tipo di difficoltà. In pratica: corsi di azzeramento per chi, secondo le scuole, ne abbia bisogno. A Sarónn sono già state istituite classi per l’insegnamento dell’italiano sia per gli studenti, sia per le loro madri. Molto bene dunque la venuta di uno strumento in più. Avanti con le classi ponte per recuperare, non solo la lingua, ma anche il grado di scolarizzazione degli alunni stranieri.

Nessuno deve rimanere indietro e le nostre scuole devono garantire un livello di apprendimento europeo per tutti gli studenti: lombardi e futuri tali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2008
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