Liceo occupato, una protesta dentro le mura

Gli studenti del liceo Grassi non sono scesi in piazza come le altre scuole. Organizzata invece un’assemblea informativa sul decreto e un servizio d’ordine che evitasse l’ingresso di estranei

Una protesta dentro le mura. Senza cori, diversa, fatta di lezioni di approfondimento sul decreto Gelmini. È quello che hanno attuato gli studenti del liceo scientifico G.B.Grassi di Saronno che martedì mattina non si sono uniti al corteo degli altri istituti che ha sfilato per la città e che, invece, ha attuato una protesta più silenziosa, all’interno della scuola. L’istituto era stato occupato nella serata da lunedì da una quarantina di studenti di tutti i gli istituti, che si riunivano sotto il nome di Sblocco studentesco. L’occupazione però non è proseguita nella notte ed è ripresa martedì mattina, con una metodologia molto particolare: gli insegnanti effettuavano lezione senza compiti in classe ne interrogazioni, solo esercizi per chi voleva partecipare; altri, invece, hanno organizzato un’assemblea nell’atrio della scuola e affrontato, punto per  punto, il decreto Gelmini sulla riforma della scuola.

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Liceo Grassi in assemblea 4 di 11

Secondo i primi dati gli studenti si sono divisi nelle due posizioni, chi in classe, chi in assemblea. Comunque tutti all’interno dell’istituto. Per evitare che, come lunedì, vi fossero anche “invasioni” da parte di studenti di altri istituti, è stato persino istituito una sorta di servizio d’ordine interno che controllava chiunque cercasse di varcare i cancelli della scuola.
E così, al termine del corteo delle altre scuole, i manifestanti hanno cercato di entrare al Grassi, ma sono stati bloccati da queste “guardie” che tenevano il cancello chiuso. È stato consentito solo ai rappresentanti di istituto di entrare, per effettuare riunioni e decidere insieme come proseguire la protesta. Alle 15.30 di martedì pomeriggio si svolge la riunione per decidere della giornata di protesta di mercoledì.

“Non tutti eravamo d’accordo su questo modo di procedere – spiega Luca Bertolaso, ex rappresentante d’istituto -, ma a molti è sembrata la forma migliore di protesta, per ora. Vogliamo manifestare e siamo contro il decreto. Organizzare questo tipo di assemblea ci sembrava il modo migliore per informare tutti, o chi ne avesse avuto voglia, su quello che sta accadendo in questi giorni. Una protesta studiata e ragionata. Adesso valuteremo insieme agli altri istituti come proseguire nei prossimi giorni”.
Non ci sono stati disordini né danni – spiega la vicepreside della scuola superiore Mara Girola -. Non c’è stata alcuna violenza e gli studenti hanno concordato con noi la forma di protesta che volevano attuare. Semplicemente è stato tutto un po’ accelerato perché gli studenti ci avevano già espresso questa esigenza. Comunque la giornata di oggi è passata come una giornata di informazione sul decreto di cui tanto si parla”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2008
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