Maggioranza in fibrillazione… da stadio

Bottini (FI) preme per discuterne ora. Prudente il vicesindaco Reguzzoni (Lega). Girola (lavori pubblici): "Se mette i soldi un privato bene, altrimenti non è una priorità"

Tra qualche mal di pancia anche in maggioranza e la prudenza dei massimi vertici, c’è fibrillazone sul tema del nuovo stadio per la Pro Patria in zona PalaYamamaY – viale Gabardi. Pare che da parte della proprietà i soldi ci siano – e tanti – per una nuova struttura che ospiti la società guidata da Giuseppe Zoppo, lanciata a folle velocità verso un’auspicabile promozione in B. Tutto avviene troppo di corsa, pensa più d’uno. La politica si divide tra chi vuol parlarne ora e chi sta alla finestra.

Giampiero Reguzzoni, vicesindaco leghista e responsabile dell’urbanistica in Giunta, rigetta al mittente ogni punzecchiatura e non prende posizione. «Di fronte ad un’ipotesi di lavoro, fosse uno stadio o che so, un planetario, non ci sono decisioni politiche da prendere» osserva quando gli chiediamo se il suo partito, la Lega, abbia un’idea in merito. Solo voci incontrollate ed incontrollabili? «Ma sì, spesso e volentieri a Busto si creano dei castelli di sabbia. Esistono normative precise sugli interventi edilizia, e vanno rispettate, regole eguali per tutti. A me come assessore spetta di applicare gli strumenti di legge. Quanto alle voci, me ne strafrego».
Prematuro dunque parlarne? «Direi di sì».

Eppur si muove. Stasera si convocherà tanto di riunione in Forza Italia per discuterne, lo confermava anche il sindaco. Chi spinge per vedersi e discutere alla svelta è Gianfranco Bottini,  vicepresidente della Provincia di Varese, nella sua veste di consigliere comunale bustocco di Forza Italia. «Non sono favorevole a progetti che ancora non si sono visti» premette prudente, «ma a discutere ora della questione. Se un domani la Pro Patria sale davvero in B, più che la capienza, il problema saranno le dotazioni di sicurezza, gli spazi, eccetera. Cifre? Non ne ho sentito parlare» dice, dribblando in qualche modo anche il problema della location a due passi da una clinica. «Semmai metterei in guardia voi giornalisti dal dare troppa enfasi all’incontro di stasera, difficilmente ne uscirà chissà che».

Ancora più nettamente col freno a mano tirato del vicesindaco Reguzzoni è invece il collega di Giunta e di partito Franco Girola, assessore ai lavori pubblici. «Se mette i soldi il privato bene, in caso contrario ci sono altre priorità. Non mi sento di caldeggiare la spesa di ulteriori soldi pubblici per interventi di questo tipo, proprio ora che con un lavoro certosino abbiamo recuperato fondi per opere attese da tempo, come la palestra del Liceo Scientifico».

Dall’opposizione il PD preannuncia per giovedì una conferenza stampa in cui si annunciano domande sostanziose su tutta l’operazione-stadio, un mormorio ormai fattosi troppo fitto per essere ignorato. Chi parla oggi invece sono i "soliti" Corrado e  Porfidio, entrambi scettici, anzi contrari. «Altre sono le priorità» taglia corto un Audio Porfidio amaro e insolitamente di poche parole. «Poi che diamine, abbiamo appena ricoperto i popolari dello Speroni, e fui io il primo a richiederlo, quando ancora ero in Alleanza Nazionale, appena eletto nel 2002». Gli fa eco sul punto specifico il "rifondarolo" Antonello Corrado, ricordando che per quell’intervento sullo Speroni «sono stati spesi 800.000 euro». Non solo, ma il consigliere comunista chiede di vedere le carte «perchè messa così è una proposta assurda ai miei occhi. Che ne sarà del Parco Alto Milanese, appena al di là di viale Gabardi? E la Multimedica di Castellanza, a due passi da lì?» Per Corrado non è  il caso di spostarsi da via Ca’ Bianca. «Non vedo perchè, in caso di promozione, non montare strutture a tubi come hanno fatto altrove» dice, «a meno che» soggiunge «non ci sia già qualche progetto edilizio pronto per l’area dello Speroni».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2008
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