Maria Marzia Bonato, la scienziata prende i voti

Per anni punto di riferimento dell'equipe del professor Capella, anatomopatologo di fama mondiale, a quarantadue anni ha scelto di ritirarsi in convento, sorprendendo tutti

Scienza e fede sono conciliabili? Il dibattito sul primato tra mente ed emozione viene spesso rilanciato senza trovare una composizione univoca. Chi è portato a usare il ragionamento e la logica difficilmente può accettare i dogmi della Chiesa.
Difficile ma non impossibile.

Questa mattina, sabato 11 ottobre, nell’abbazia del convento di Viboldone la scienza si sposa con la religione. Sotto la guida dell’arcivescovo Dionigi Tettamanzi, Maria Marzia Bonato prenderà i voti perpetui, per completare un percorso iniziato otto anni fa quando era all’apice della carriera scientifica, in uno dei settori più importanti a livello mondiale che la nostra città possiede: il laboratorio di anatomia patologica, guidato da uno dei cinque luminari al mondo Carlo Capella.

La "chiamata", otto anni fa quando Maria aveva 42 anni e stava per diventare professoressa, lasciò tutti di stucco: gli amici del reparto Bianchi di Via Rossi, la madre Maria Francesca Pecetto: «Come figlia e madre a mia volta di un medico quotato la notizia mi sorprese. Ero un po’ delusa. La medicina era la sua grande passione, un amore profondo che onorava con grande professionalità. Poi, da madre, mi resi conto che quello era esattamente ciò che mia figlia voleva, ciò che la rendeva felice. E non ebbi più alcun dubbio».
Mamma Francesca è oggi nel convento di Viboldone, emozionata come il giorno di quella laurea in medicina, raggiunta con serietà e impegno: «Nel laboratorio del professor Capella ha mosso i primi passi. Poi, quando il  primario si rese conto del valore di Marzia, non l’ha più lasciata».

Anni intensi di lavoro, senza grande immagini, senza soldi facili, solo un servizio alla comunità di tutto il mondo.
La scelta fatta 8 anni fa diventa definitiva: «Nel convento c’è un laboratorio di restauro di quadri e libri antichi. Maria si occuperà, come medico, delle sorelle sofferenti e poi lavorerà nel laboratorio di restauro»

Maria Francesca Pecetto, comunque, sa che la figlia potrà tornare a trovarla tutte le volte che vorrà: « Quel convento ha scelto di essere aperto. Maria è già tornata a trovarmi quando non stavo bene. Lei è felice e lo sono anch’io».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2008
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