“Modificare le logiche del patto di stabilità”

Il vicesindaco di Saronno interviene sulla crisi economica e spiega perché il ministro Tremonti dovrebbe rivedere alcune regole per il bilancio degli enti pubblici

riceviamo e pubblichiamo

Ho letto con molto interesse  le considerazioni del Presidente di Satelios, dr. Gianfranco Librandi, sulla grave crisi finanziaria in atto a livello mondiale, pubblicate qualche giorno fa da Varesenews e nella mia veste di Assessore alle Risorse Economiche del Comune di Saronno vorrei esprimere qualche breve considerazione sull’argomento, ed in particolare sul ruolo che gli enti locali possono giocare in questa drammatica partita.

Gli effetti della grave crisi del sistema finanziario globale che investono , e che ancor più nel futuro si faranno sentire, l’economia reale, come lucidamente illustrato nell’intervento del dott. Librandi, rischiano, per rimanere nell’ambito più ristretto della finanza locale, di essere ancor più devastanti alla luce dei gravi problemi che la morsa del patto di stabilità  sta provocando agli Enti Locali.

Pur consapevole della necessità che i Comuni partecipino al risanamento della finanza pubblica – come sempre accaduto in questi anni e con risultati  assai positivi, pur a fronte di grandi sacrifici –  è innegabile che quando si chiede ancora una volta un contributo agli enti locali si debba tenere conto oltre che  della  salvaguardia degli interessi collettivi, anche delle situazioni economiche e congiunturali locali, soprattutto in riferimento al dinamico mondo delle piccole e medie imprese.

Il rispetto del patto di stabilità così come attualmente strutturato – con regole sostanzialmente indifferenziate per i Comuni virtuosi e non – posto tassativamente a carico dei Comuni rischia di influire negativamente sull’economia reale, ed in particolare sulle piccole e medie imprese che sono la parte più consistente  del tessuto produttivo locale, rischiando di accelerare il processo recessivo ormai già in atto, in un momento in cui, al contrario, viene richiesto a gran voce da tutto il mondo imprenditoriale, politico e accademico un intervento dello Stato a sostegno del sistema.

Sicuramente  i rimedi proposti a vari livelli sortiranno effetti positivi nel lungo e nel medio termine, ma è necessario che  nel breve periodo vengano presi dei provvedimenti che possano avere un impatto positivo immediato sull’economia locale e che possano ridare fiducia e slancio agli imprenditori e alle famiglie.

Il meccanismo del patto di stabilità opera negativamente sull’economia reale per l’effetto combinato di diversi fattori: sotto l’aspetto strettamente economico. l’ente locale ha una limitatissima possibilità di indebitamento, con conseguenti gravi difficoltà nell’ attuare il programma di opere pubbliche e di infrastrutture necessarie al soddisfacimento dei bisogni vecchi e nuovi della collettività amministrata.

Se l’ente locale non investe, poi, le numerose piccole e medie aziende che operano localmente a tutti i livelli (si pensi  per  esempio alle imprese che realizzano strade, scuole, reti idriche, reti fognarie)   vedranno ridursi le opportunità di lavoro e saranno costrette a limitare le proprie forniture di beni e servizi e, soprattutto, a ridurre l’impiego di mano d’opera con pesanti conseguenze sul sistema economico locale.

Sotto l’aspetto strettamente finanziario poi,  anche in presenza di disponibilità di cassa, l’Ente Locale, per poter rispettare i vincoli imposti dal patto, rischia di trovarsi nella condizione di non poter pagare, o di pagare con molto ritardo, le aziende che hanno già realizzato  opere pubbliche per conto dell’Ente.

La carenza di liquidità provocata da questo meccanismo soffoca l’economia già precaria delle piccole e medie imprese locali che, a loro volta, non possono pagare i fornitori e i propri dipendenti se non ricorrendo al credito bancario – sempre più difficile da ottenersi – con conseguente aggravio di costi se non addirittura con il rischio di insolvenza e di successivo fallimento.
Questa situazione, portata alle estreme conseguenze, rischia di provocare il fallimento anche di imprese economicamente solide e la crisi del tessuto produttivo locale.
Per concludere il meccanismo del patto di stabilità rischia paradossalmente di penalizzare l’economia reale, portando recessione e non crescita.
A fronte di tale situazione, non posso non rivolgere un appello a chi ci governa affinché il perverso meccanismo del patto sia modificato, almeno a favore di quei Comuni che negli anni hanno dimostrato – con i fatti – di essere virtuosi.

Presidente Berlusconi, Ministro Tremonti date la possibilità a noi amministratori locali di essere  al fianco degli imprenditori del nostro territorio, delle tante aziende sane che  nonostante le difficoltà ancora credono fermamente  nel loro lavoro, dateci la possibilità di aiutare e non penalizzare chi in questi anni con impegno, fatica e sacrificio ha creato ricchezza, lavoro e benessere a vantaggio delle intere nostre comunità.                                                                                            

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2008
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