Molinari: “Non credo che Varese sia una città razzista”

Il segretario cittadino del Pd interviene sul caso della ragazza marocchina picchiata

Riceviamo e pubblichiamo

In questi giorni molti hanno preso la parola per commentare l’episodio che ha avuto come vittima una nostra concittadina di origine marocchina.

Devo dire che su vicende come queste non mi piace esprimere una opinione a caldo, preferisco avere qualche giorno per capire meglio e poter valutare senza farmi prendere né dalla passione né dalle emozioni.

Non mi piace neanche, e lo dico io che sono impegnato in politica, che di questi fatti si impadronisca la politica con tutto il suo bagaglio di retorica e, diciamolo senza paura, di strumentalizzazione. Inoltre, quando ci sono eventi che hanno per protagonisti dei minori, come vittime o come esecutori, io credo che l’attenzione dovrebbe essere massima e così anche la responsabilità delle parole e di chi ha l’autorevolezza nell’usarle.

Io non so se ci si trova di fronte ad un episodio di razzismo. Invidio chi ha certezze così limpide. Non so chi ha ragione. Chi sostiene che ci si trovi davanti ad un episodio di razzismo o ad un fatto di bullismo.

Ho questa idea. Quello che è accaduto è un evento stupido, commesso da adolescenti stupidi. Io credo che oggi, più che mai, ci troviamo d’innanzi ad una emergenza educativa. Adolescenti che non sanno riconoscere il bene ed il male, il senso del limite o il peso delle loro azioni sono sempre più una costante del nostro vivere. E questo è inquietante. E’ un problema educativo? Io credo di sì. In questo c’è da chiedersi, ovviamente, se le colpe non siano anche degli adulti. Di quegli stessi adulti che hanno lasciato che la ragazza fosse picchiata senza intervenire. C’è da chiedersi se gli adulti esercitano ancora la loro funzione educativa o se vi hanno rinunciato.

D’altra parte a questi adolescenti che modelli si propongo? L’Isola dei Famosi, La talpa, Il grande fratello, Amici? O gente che combatte nel fango ad uso e consumo di telespettatori.

Non solo. Penso che una responsabilità l’abbiano anche i politici, quei politici che hanno sdoganato un linguaggio triviale, che parlano agli istinti della gente anziché al loro cervello, che spacciano per passione e novità insulti gratuiti agli avversari, o che se la prendono con il “diverso” solo perché porta voti e consensi. Anche la politica ha le sue colpe.

Io non so se Varese è una città razzista. Non lo credo e non lo voglio credere. So però che un adolescente che commette stupidità può diventare un uomo od una donna razzista, può divenire un adulto xenofobo. E allora che da questo accaduto, un evento di cui tutti ci dobbiamo vergognare per il solo fatto che sia successo accanto a noi, si prenda spunto per un più attento processo educativo, per un sicuro investimento sulle agenzie educative, scuola compresa, e che tutti si assumano le loro responsabilità compresa anche quella di saper dire dei difficili no rispetto a dei troppo facili si. 

 

 

Roberto Molinari

Segretario Politico

PD Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2008
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