Nicola Sapone cronista dal carcere

Il capo delle Bestie di Satana collabora con un quotidiano on line "La Voce d'Italia" e scrive: ho riscoperto la Messa

«Io personalmente non andavo più a messa da quando ero bambino, non posso dire che sono un credente, ma mi piace ascoltare, durante la messa, le parabole del Vangelo, se pur così antiche, il senso del loro insegnamento è più che mai attuale». Parole del "cronista per caso" Nicola Sapone (nella foto). Sì, quel Sapone Nicola, il capo delle Bestie di Satana, condannato a un doppio ergastolo per l’omicidio di Chiara Marino e Fabio Tollis e per quello di Mariangela Pezzotta. Da un paio di mesi a questa parte Sapone collabora con il quotidiano online "La voce d’Italia"  raccontando la sua vita in carcere e non solo. A scovare il leader delle Bestie di satana nelle nuove vesti di cronista i giornalisti del Corriere Luigi Offeddu e Francesco Tortora.
Nei suoi articoli (editoriali, "focus" , opinioni), Sapone disserta di tutto un po’: si va dai rapporti tra il cristianesimo e l’islam al caso di Enzo
Tortora.
E parla dei suoi rapporti con la religione. «La parte che più mi piace è proprio dopo la fine della lettura del Vangelo, dove per pochi
minuti si sta tutti i silenzio, a riflettere su se stessi, potrà sembrare strano in un posto dove si ozia per tanto e troppo tempo, ma proprio in quei  pochi minuti in cui riesco a sentire veramente la mia voce interiore».
La scelta di avere Nicola Sapone tra i collaboratori del quotidiano on line è spiegata dal direttore della testata Marco Marsili: «La Voce non
condivide l’esagerata attenzione dei media per le vicende di cronaca nera, e, con queste iniziative, intende dare ai lettori l’opportunità di conoscere il lato "nascosto" di questi personaggi, consegnati dalle cronache giudiziarie con il solito clichè degli assassini».
Molti i commenti agli articoli di Sapone: alcuni "indulgenti" altri decisamente feroci "La Corda la mettiamo noi – scrive un lettore de La Voce-. Il
servizio è completo. Per certi animali: Viva la pena di morte!"
Il "leader" delle Bestie di satana non parla quasi mai delle sue vicende processuali, racconta come vive in carcere, le sensazioni che prova ma
non entra mai nel merito delle accuse che gli sono state rivolte e per le quali è stato condannato. Lui, idraulico a Busto Arsizio, si è sempre proclamato innnocente e in alcuni stralci dei suoi articoli lancia velate accuse ai giornalisti, che non rispettano dignità e privacy , e parla di "malagiustizia".
Quanto poi alla vita in carcere racconta: «Io ho avuto “l’opportunità” di apprezzare tale luogo in diversi istituti; dall’angusta area di Varese, dove a fatica riuscivi a passeggiare, all’area di isolamento del Bassone di Como, dove i muri sono talmente alti, che riescono a tenere lontani il sole persino d’estate, ai quadrati di Opera dove  il caldo nella stagione estiva crea una tale afa da rendere difficile persino la respirazione. Tutte le aree dei carceri sono diverse tra loro, ma hanno una cosa comune, il cemento».
E conclude: «Ringrazio la Voce per la possibilità che mi sta offrendo, e vi ricordo un piccolo particolare: voi siete liberi, io no. Approfittatene di
tale privilegio, poiché se pur così scontato non è di tutti».
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 ottobre 2008
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