Nobel per la fisica, delusione per l’italiano Cabibbo

Due dei tre scienziati hanno ottenuto infatti il riconoscimento per gli studi su un filone iniziato da un fisico italiano

Polemiche in Italia per il Nobel della fisica, assegnato a  Yoichiro Nambu, Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa per le loro ricerche sulla fisica delle particelle. Due dei tre scienziati hanno ottenuto infatti il riconoscimento per gli studi su un filone di cui il fisico italiano Nicola Cabibbo è considerato universalmente il precursore. Il malumore italiano è stato espresso in particolare Roberto Petronzio, presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

"Sono lieto che il premio Nobel sia stato attribuito a questo settore della fisica che sta avendo sempre più attenzione da tutto il mondo e dal quale ci aspettiamo fondamentali scoperte che aumenteranno la nostra comprensione sull’Universo – ha detto commentando il premio ai giapponesi – Tuttavia, non posso nascondere che questa particolare attribuzione mi riempie di amarezza: Kobayashi e Maskawa hanno come unico merito la generalizzazione, per altro semplice, di un’idea centrale la cui paternità è da attribuire al fisico italiano Nicola Cabibbo che, in modo autonomo e pionieristico, ha compreso il meccanismo del fenomeno del mescolamento dei quark, poi facilmente generalizzato dai due fisici premiati".

Ma chi è Nicola Cabibbo? Fisico delle particelle elementari presso l’Università di Roma dal 1969, capo dell’Infn e dell’Enea tra gli anni ’80 e ’90, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze dal 1993 e Accademico dei Lincei, ha scelto la strada del silenzio. "No, grazie, non ho nulla da commentare".

Secondo diverse fonti il suo contributo alla ricerca premiata oggi dall’Accademia reale delle scienze svedese è stato essenziale: lo testimonierebbe anche il fatto che al centro studi giapponese c’è proprio la cosiddetta matrice CKM, dove la C sta per Cabibbo, ovvero una generalizzazione multidimensionale del modello dell’angolo di Cabibbo, dalla quale è stato possibile prevedere l’esistenza di sei differenti tipologie di quark.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 ottobre 2008
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