Nuovo stadio, il presidente Zoppo: “Svelerò il progetto in una conferenza stampa”

Si parla di grossi numeri per l'eventuale progetto, ma tutto è da definire. Il presidente dei tigrotti si chiude dietro la prossima convocazione dei giornalisti

Pro Patria sull’ottovolante, dall’abisso di una retrocessione che grida ancora vendetta all’empireo di un primo posto in classifica e di partite giocate in condizioni di superiorità tecnica addirittura imbarazzante, di fronte a un pubblico deliziato. L’arrivo della proprietà Zoppo-Cerboni non ha solo rivitalizzato un club ripescato per i capelli dal purgatorio dell’ex C2. L’ha rilanciato totalmente. Squadra ricostruita da cima a fondo in quattro e quattr’otto, e senza svenarsi, pare, con giocatori di qualità: ma da qui ad aspettarsi sei vittorie consecutive ce ne passava. Voci di ulteriori aggiustatine alla rosa a venire. E, soprattutto, voci sempre più insistenti di un nuovo stadio accanto a quel PalaYamamaY diventato "secondo polo" delle pazzie sportive domenicali in salsa bustocca. Il tutto con la benedizione della nuova proprietà che fin qui ha giocato con sorprendente rapidità e successo le sue carte.

La Pro Patria è oggi in maggioranza nelle mani della CZG Consulting srl, società milanese di consulenza attiva in più campi – edilizia, credito, assicurazioni, energia, telefonia – dei cugini Giuseppe (presidente) e Ciro Zoppo. Gli Zoppo sono originari di San Marcellino, paesone della Terra di Lavoro campana, e da lungo tempo in Lombardia. Proprio Giuseppe Zoppo annuncia con una battuta: «Il sindaco ha promesso che se la Pro verrà promossa in B lo stadio ce lo regalerà lui stesso.Zoppo scherza sulle dichiarazioni del sindaco a TeleReporter ma poi fa sul serio –  Ci sarà una conferenza stampa, solo lì sveleremo cosa stiamo facendo. Stiamo lavorando ad un progetto ma siamo gente abituata a fare prima di annunciare. Non sto seguendo quello che dice la politica, sto pensando ai miei ragazzi perchè possano avere uno stadio degno di quello che faranno»

Prima che si vada fuori dal seminato, comunque, anche il presidente biancoblu Alberto Armiraglio rimette tutti con i piedi per terra. Si parla di uno stadio con capacità da serie B (dunque sui 10.000 posti e possiilità di ampliamento). È solo un’idea, non ci sarebbero ancora progetti. Girano però cifre impressionanti – «assolutamente da bar sport, chi le pubblica rischia delle cantonate, come per le voci sull’interessamento di Luciano Moggi alla gestione della società» avverte il presidente. Si parla di decine di milioni di euro, di cubature di edificato a cinque zeri, di strutture commerciali, alberghiere e di servizi d’appoggio. Fosse vero la metà di quel che si sente, è roba da far girare la testa; ricorda molto da vicino il passato progetto per il nuovo stadio del Varese, all’epoca proposto da un gruppo bergamasco. «Dietro all’idea dello stadio non c’è la società» avverte il presidente: piuttosto, un gruppo di privati, ovviamente vicini a Zoppo. Appena in sella la nuova proprietà, già si lancia dunque l’amo di un grande progetto – che andrà avanti solo se vi sarà disponibilità. E qui casca l’asino. Per ora, almeno a grandi linee, la Lega nicchia, Forza Italia non appare del tutto conquistata all’idea, e giovedì si farà sentire anche il PD con tutta una serie di domande. Solo superate le perplessità politiche si scopriranno davvero le carte.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2008
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