Nuovo stadio: l’ipotesi Gallarate rimescola le carte

"Non vogliamo intereferire nelle questioni bustocche" dice Mucci, che pensa a uno stadio per Pro Patria e Gallaratese sul confine tra i Comuni

Sulla vicenda del nuovo stadio per la Pro Patria fa irruzione in questi giorni una proposta sommessamente avvanzata dal sindaco di Gallarate Nicola Mucci ma che ha avuto un certo effetto: uno stadio comune per le due città, sul confine. Sì, ma dove precisamente? «Non abbiamo fatto valutazioni su questo» si schermisce il primo cittadino gallaratese. Anche qui, insomma, siamo allo stadio di idea. È un fatto comunque che nella zona i terreni a disposizione, divorati da espansioni edilizie e commerciali, non siano ormai molti: a sud di Arnate o nella "V" tra l’Autolaghi e la superstrada della Malpensa. 
La pensata tuttavia non appare priva di un senso, o fine a se stessa: «Noi avevamo già nel nostro programma uno stadio nuovo per la Gallaratese, e se si giungesse davvero ad una rinnovata collaborazione fra i club, tale per cui ad esempio la Gallaratese se ne giovi soprattutto sul piano dei vivai, si può davvero pensare anche ad uno stadio unico. Sarebbe usato tutte le domeniche a turno dalle due squadre, amplierebbe il bacino di tifosi, sarebbe anche agevolmente raggiungibile». Non slalomando fra i centri commerciali sul Sempione, si spera, ma direttamente con la nuova Pedemontana quando sarà realtà. 
Mucci precisa anche di non aver inteso interferire in vicende interne bustocche. Ha semplicemente lanciato un’idea: «Il mio obiettivo non è di "fare l’alternativa di Busto"». Eppure il risultato è quello, di fatto. E se fin qui si è giostrato intorno al terreno fra PalaYamamaY e Multimedica, riproponendo quella Cittadella dello Sport più volte lanciata negli anni Duemila sotto varie forme, con la vicina Castellanza di volta in volta promotrice o scettica, all’equazione si aggiunge ora un altro fattore. È forse sintomatico il fatto che, comunque si giri la fritatta, un nuovo stadio andrebbe fatto nei pressi o al confine di altri Comuni: a Busto, "città piena", c’è poco spazio.

La proposta interessa anche perchè coinvolge la collaborazione intercomunale, ormai indispensabile nella "città infinita" altomilanese, che solo il campanilismo impedisce di vedere come un tutt’uno. È a livello di PGT che a questo punto i due Comuni di Busto Arsizio e Gallarate dovranno parlarsi – dovranno farlo comunque, stadio o no. E se devono prendere delle decisioni, non rinviarle alle calende greche. A Gallarate Mucci, nonostante i colpi giudiziari subiti dalla struttura dell’urbanistica, non si tira indietro, anzi tira dritto per la sua strada e rilancia. «Le nostre strutture si sono riorganizzate e dotate degli strumenti per portare avanti i programmi stabiliti. Sul Piano di Governo del Territorio siamo a buon punto, abbiamo concluso le indagini sul territorio in vista del Piano delle regole». E se la trimurti Mucci-Farioli-Zoppo dovesse mai trovare un accordo su questa nuova idea (non sarà facile), bisognerà necessariamente condividerla nelle pianificazioni. Chissà che uno stadio non prenda così il posto di quell’ospedale di cui si parla da tempo, fin qui senza costrutto. Forse qui, più che uno stadio o un ospedale unico, servirebbe un Comune unico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2008
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