Olio di Sant’Imerio, parte la macchina organizzativa

Positiva l’annata negli uliveti varesini: ci si aspetta un buon raccolto. Con il ricavato della vendita la costruzione di un nuovo asilo nido a Bosto

Nella parrocchia di Bosto si è messa in moto la macchina organizzativa che porterà alla produzione e alla vendita dell’Olio di Sant’Imerio, olio varesino tratto da un ulivo della pace e dalle decine di ulivi che questa pianta ha fatto nascere la cui vendita da qualche anno serve a finanziare iniziative benefiche in Italia e nel mondo.

Il clou del lavoro, coordinato da Enrico Marocchi presidente dell’Associazione cattolica artigiani, è previsto per i giorni 25 e 26 ottobre, quando le olive verranno portate alla chiesa di Bosto, ripulite, selezionate e quindi trasportate al frantoio di Lenno sul lago di Como per la spremitura e l’imbottigliamento dell’olio.

Quest’anno, dicono gli organizzatori, non ci sono stati i massicci attacchi di parassiti dello scorso anno e quindi quantità e qualità delle olive dovrebbero essere “buone”.

Nel frattempo don Pietro Giola, parroco di Bosto e promotore della coltivazione dell’ulivo in provincia di Varese, ha fatto conoscere le sue scelte: il ricavato della vendita dell’olio spremuto dalle olive 2008 servirà per far sorgere un asilo nido a Bosto

«Si tratta del segnale che l’agricoltura pensa anche alle generazioni future» afferma il Piero Lotti, presidente del Consorzio Agrario Provinciale di Varese che sta seguendo dall’inizio della stagione l’assistenza tecnica negli uliveti.

Negli scorsi anni la destinazione del ricavato della vendita dell’olio varesino aveva raggiunto Vijayawada-India per la ricostruzione di un villaggio di pescatori distrutto dallo tsunami, Kampala inUganda per la costruzione di un orfanotrofio, Hosanna in Etiopia per la costruzione di un pozzo presso un orfanotrofio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2008
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