“Onore alla Bersagliera”: l’omaggio sbarca sui social network

Su Facebook e Myspace centinaia di attestazioni di cordoglio e aneddoti dedicati alla storica passeggiatrice bustocca recentemente scomparsa

La Bersagliera è morta, viva la Bersagliera. Sbarca su Facebook, forse il più popolare social network del momento, la vicenda umana della storica passeggiatrice Emilia, nota anche come "Amelia" o Millemiglia" e conosciuta da un gran numero di bustocchi, uomini e donne, anziani e ragazzi. Era rimasta ad "esercitare" fino in età avanzata con un pugno di coetanei affezionati clienti cui, a prezzi si dice popolarissimi, concedeva loro le gioie del sesso nell’autunno della vita. Una presenza fissa, un punto di riferimento. Gli internauti bustocchi hanno pensato bene di creare un gruppo con oltre 400 iscritti al momento (visitabile a questo indirizzo) dedicato a questa figura della cosiddetta "marginalità" cittadina. Un omaggio che commuove tanto più perchè i frequentatori di Facebook sono quasi tutti giovani o giovanissimi, e di lei avevano molto "sentito parlare" più che conoscerla: ma tant’è, con lei se n’è andata una leggenda popolare. E non c’è solo Facebook: le è stato aperto persino un profilo Myspace.

E subito su Facebook, dopo la prima incredulità, fioccano ricordi e commenti per la Bersagliera (che ovviamente "aveva fatto la guerra", giovanissima) e anche le condoglianze per il compagno – si era accasata in età ormai non più giovane. Si va dalle semplici attestazioni di umana pietà per una persona dipartita da questa valle di lacrime, a chi la definisce "un’istituzione di Busto" (Mirko), fino al secco "Onore alla Bersagliera" (Valerio). Molti i commenti commossi, c’è perfino chi (Antonio)  propone una scultura a ricordo presso il Parco Alto Milanese, "per onorare la memoria, al di là della morale". Manca solo di chiedere di intitolarle il nuovo stadio della Pro Patria, che sorgerebbe proprio nella sua "zona operativa"…

Davvero gustosi poi alcuni degli aneddoti, non tutti riferibili, narrati da chi aveva avuto occasione di incontrarla, ormai anzianotta, "nell’esercizio delle sue funzioni", al "posto di combattimento" vicino agli ingressi del Parco. Dal fondatore del gruppo, Matteo: "Ci mancherà quella sua sagoma con la gamba appoggiata allo scatolone…la Prealpina sempre ben aperta…la Graziella appoggiata all albero. Ci mancheranno i suoi vaff… i suoi "tua mamma!!"…insomma Bersagliera ci mancherai…!!" "E come dimenticare" scrive invece Michele "quando durante la preparazione estiva con l’Ardor passavamo a correre per il parco Alto Milanese e lei ci diceva sempre «eccoli qua i drogati di Via Rovato!»"; e ancora "un mito, ci ha lasciato un pezzo di storia, ricordo ancora i sassi che ci tirava quando da ragazzini andavamo a fare i pirla!!!" (Roberto). Oppure Lisa, impagabile, che scrive di quando a 15 anni andava a correre al Parco Alto Milanese con sua madre in bici come scorta e un giorno, passando davanti al suo luogo di lavoro, "la Bersagliera buonanima redarguì mia madre perchè non era sicuro per «due donne come noi andare da sole lì»… con tutti i drogati ed i delinquenti! E così… sapete cos’ha fatto? «Vi faccio io da scorta!» e ha estratto un coltello lungo almeno 10 cm e ci ha seguito durante il mio allenamento! Grande donna! Che coraggio…"

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2008
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