Pedemontana, Cattaneo rilancia: “Lavori al via nell’autunno 2009”

L'assessore regionale ottimista sui tempi, ma ammette che i 415 milioni per i secondi lotti delle tangenziali "andranno chiesti al governo". Progetto definitivo in via di completamento

Pedemontana sempre al centro dell’attenzione. Oggi, venerdì 31 ottobre, a Villa Recalcati, "stati generali" riuniti con molti dei "big" del territorio per fare il punto sullo stato di avanzamento dei complessi preparativi per l’attesa grande opera. "padrone di casa" il presidente della Provincia Dario Galli, che lamentava la scarsità di chilometri di autostrada per auto circolante in Lombardia (la metà della media nazionale), sono state ascoltate le relazioni dell’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Cattaneo (foto) e del presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda SpA, Fabio Terragni, la prima nel vivo dei passaggi politici e finanziari, la seconda più addentro nelle problemtiche tecniche e delle criticità locali.

«Il cantiere partirà, entro il 10 marzo 2010 al più tardi, per la tratta principale Cassano Magnago-Dalmine e per i primi lotti delle due tangenziali (a Varese è quello Gazzada-ponte di Vedano ndr) ma a questo punto speriamo di poter partire alcuni mesi prima, nell’autunno 2009» dice un Cattaneo che sprizza ottimismo, ribadendo che comunque sulla data del marzo 2010 "ci mette la faccia" personalmente. Non manca la polemica spicciola a distanza con il PD: «Chiedono una cabina di regia? C’è già, è l’accordo di programma. Il tavolo politico si riunisce ogni mese, quello tecnico ogni settimana». Quanto alla querelle in corso sui finanziamenti, Cattaneo non la cita direttamente ma conferma che «per i 415 milioni per i secondi lotti delle Tangenziali di Varese e Como (nel primo è Folla di Malnate-Gaggiolo ndr) negozieremo con il governo». Cattaneo rivendica la bontà del lavoro fin qui svolto e dà atto all’ex minsitro Di Pietro di aver facilitato l’opera, quando discutendo si ridusse da 2,7 a 1,2 miliardi il contributo richiesto allo Stato, da sommare a 200 milioni già messi a disposizione dal precedente governo Berlusconi. Dice no, però, ad ogni allarmismo: anche i soldi per i secondi lotti arriveranno. «I veri finanziatori di gran parte dell’opera in ogni caso non sarà questo o quel governo, saremo noi, noi utenti, con i pedaggi».

«Lo sforzo ora per completare il progetto definitivo è di guardare metro per metro dove l’opera passerà. Il progetto non è redatto in una torre d’avorio, ma con le realtà locali. Questa sarà un’autostrada in cui il territorio si riconosce, invece di subirla e basta». Dopo il vero "bagno di sole" offerto da Cattaneo alle autorità presenti, fra cui vari sindaci ed esponenti delle categorie produttive particolarmente attenti al tema infrastrutture, il presidente di Pedemontana Fabio Terragni ha esposto i punti chiave critici che la progettazione definitiva, ormai a buon punto e da concludere entro i prossimi mesi, dovrà affrontare. «Ora emergono tutte le criticità, è il momento di operare scelte chiare in tempi brevi. Non siamo alla mera ingegneria stradale, questa opera si andrà ad integrare nel territorio e nel paesaggio, per il 70% correrà in trincea o galleria». La accompagneranno opere importanti di mitigazione ambientale, inclusive di "schermi" boschivi per le parti a raso o sopraelevate, corridoi ecologici sopra le parti in trincea più lunghe, in modo da connettere aree di particolare pregio, e la Green Way, la rete ciclabile che collegherà le aree tutelate dalla bergamasca fino al Parco del Ticino.

I punti critici elencati da Terragni includono la connessione Pedemontana-Autolaghi-nuova SS341, che viene riprogettata – inapplicabile il disegno iniziale nei pressi di Hupac e sopra un’area con pregresse problematiche idrogeologiche – la Cascina Deserta, area di pregio nel Gorlese, che sarà evitata con una modifica del tracciato, e Cislago, dove parimenti si prolungherà a ovest la prevista galleria per minimizzare il disagio e salvaguardare almeno in parte i campi da calcio presenti. Per quanto attiene invece la Tangenziale di Varese si cercherà di salvaguardare la continuità della sp 1 come tracciato provinciale, offrendo anche una sorta di "tangenzialina" per Gazzada. Più problematico l’attraversamento in galleria del territorio di Lozza, per cui si stanno studiando diverse varianti, qui è la geologia a porre problemi. Altri punti da esaminare con attenzione saranno lo svincolo alla Folla di Malnate e il racconrdo con la sp 3.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2008
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