Perdita record a Piazza Affari

Giornata nera per tutte le borse europee. Tonfi degli indici e ribassi storici: più gravi perfino di quelli che si sono registrati dopo l'11 settembre

È stata una giornata a dir poco burrascosa quella vissuta nei mercati azionari di tutto il mondo. Le borse europee hanno visto i propri listini colare a picco verso valori che non si erano visti nemmeno in occasione dell’11 settembre. Male per Milano, che tuttavia non è stata la peggiore in Europa, ma che ha toccato il -8,24 per cento il peggior ribasso della storia di Piazza Affari. Indici in picchiata anche a Parigi (-9,04 per cento), Francoforte (-7,07 per cento) e Londra (-7,85 per cento). Da un confronto dei risultati delle Borse europee e degli altri 8 principali mercati mondiali, sarebbeo andati in fumo circa 1.750 Miliardi di dollari, di cui oltre 600 miliardi a metà seduta a Wall Street e 400 miliardi di euro persi sulle borse europee. Secondi il Msci World index, che misura la capitalizzazione delle borse di 23 paesi, la perdita ammonterebbe a 1.650 miliardi di dollari.
Il crollo della finanza ha coinvolto in particolare i titoli bancari ma anche quelli legati all’energia.

Il lunedì di Piazza Affari è stato per tutta la giornata decisamente nero: l’indice S&P/Mib ha perso per tutto il giorno circa il  il 6%, per andare a – 8% intorno alle quattro del pomeriggio e chiudere a -8,24 per cento, il peggior risultato dalla sua costituzione nel 2004. Nella prima mattina l’indice che sintetizza l’andamento dei titoli a maggiore capitalizzazione ha ceduto il 5,79% a 24.411 punti. Al pomeriggio i dati non migliorano, assestandosi a -6,04 per cento. Il dato delle 16.20 dava – 8,48% per ritornare a poco pù di  – 7 poco prima delle 17. Panico e volatilità si sono diffusi in tutte le borse europee, e anche a Wall Street: per sapere quale sarà il vero ammontare delle perdite in piazza Affari sarà necessario così aspettare la chiusura delle contrattazioni.

Ed è stata, in particolare, una giornata davvero movimentata per le azioni Unicredit, titolo nel mirino ormai da giorni: il titolo, il cui ingresso in contrattazione è stato posticipato alle ore 10,05 dalla Autorità di Borsa, è partito con un tonfo del 13,4 per cento. Ma alle 11 e 20, la troppo repentina risalita del titolo ha portato a uno stop temporaneo delle sue contrattazioni: al momento del nuovo congelamento, le azioni Unicredit perdevano "solo" l’8,86%. Quando le contrattazioni sono riprese, il titolo Unicredit ha continuato a risalire, fino al decisamente consolante 3,36 per cento delle tre del pomeriggio una negatività molto al di sotto della media di Piazza affari.

Molto peggio è andata alle azioni di Banco Popolare, in mattinata sospese al ribasso dopo che intorno alle 11, avevano sorpassato il 9,38 per cento di negatività nel pomeriggio il suo titolo resta tra i peggiori 5 della borsa milanese, con l’11.18% di perdita. E in quella sgradevole top ten è finita anche, nella giornata, la poco considerata finora Intesa San Paolo che ora perde il 9,20%.

La volatilità della borsa milanese, pur avendo caratteristiche un po’ diverse, risente evidentemente della negatività dei mercati europei e esteri in generale. A soffrire di più in europa, è senza dubbio Francoforte, trascinata dal crollo del titolo Hypo Real Estate. Il colosso dei mutui tedesco, salvato in queste ore dal Governo di Berlino con una mossa da 50 miliardi di euro varata dal cancelliere Angela Merkel , vede il titolo perdere nella mattinata del 34 per cento, dopo il tonfo d’apertura del 50 per cento. Le Borse di oltre oceano non sono andate meglio: Tokio ha chiuso in rosso con una diminuzione del 4,25%.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2008
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