«Più facile da vivere che da raccontare»

L'esperto di comunicazione e blogger Luca Conti parla del sito sulla bocca di tutti. "In molti lo useranno anche quando sarà finita la moda"

E tu sei iscritto a Facebook? Se non vi è stata ancora rivolta questa domanda, allora non uscite di casa da almeno un mese. Ormai sembra che tutti siano utenti di Facebook, mentre chi è iscritto da più di due mesi si considera già esperto, pontificatore e veterano. Nel frattempo giornali e telegiornali cavalcano l’onda, con almeno un articolo dedicato al fenomeno Facebook. Un argomento trattato fino allo sfinimento, tanto che, con un’ostentata sicurezza, il 22 ottobre il Corriere della Sera dipingeva un ritratto dettagliato degli utenti di questo social network. Un poco entusiasmante quadretto fatto di nostalgici, latin lover, cuori infranti e insoddisfatti. Peccato che questa descrizione non sia piaciuta affatto a chi Facebook lo usa davvero: da ogni angolo del web sono piovute critiche di superficialità.

Allora, forse, è il caso di fare un passo indietro, per capire cosa sia veramente Facebook. Proviamo a farlo con Luca Conti, blogger che parla spesso dei social network per Nova 24, l’inserto tecnologico del Sole24Ore. Ecco come ci ha descritto le potenzialità del sito, parlando anche del fattore moda, della polemica scatenata dall’articolo del Corriere e delle prospettive future.

La prima domanda è d’obbligo, come definiresti Facebook?
«Innanzitutto Facebook è un social network, cioè un sito in cui ogni utente ha una sua pagina personale. Da questa pagina potrà creare dei collegamenti con i suoi contatti, costituendo la sua rete. Questa rete potrà essere usata per condividere messaggi e informazioni».

Che differenza c’è tra Facebook e gli altri social network?
«Facebook è un social network generalista, al quale tutti possono iscriversi. Per questo oggi è il candidato numero uno per replicare la nostra rete di conoscenze reali attraverso Internet. Gli usi possono essere diversi. C’è chi lo usa per rimanere in contatto con persone che ha già conosciuto di persona, e chi lo usa per espandere i propri contatti. Il bello di Facebook sta proprio nella sua versatilità».

Perché dovremmo replicare la nostra rete di contatti su Internet? Quali vantaggi comporta?
«Il vantaggio è che attraverso Internet possiamo abbattere le barriere spazio-temporali, rimanere in contatto al di là dell’incontro personale o del fattore tempo. Così possiamo organizzare eventi o unire gruppi di interesse in modo più facile e veloce. Può essere un’attività complementare, non sostituiva, agli incontri diretti. Lo scopo può essere ludico o più serio, tutto sta nell’uso che ne fanno le persone, come in tutti gli strumenti di Internet e della vita».

Sui giornali Facebook è stato descritto negativamente, come un sito per persone con problemi relazionali. Qual è la tua posizione in merito all’articolo del Corriere?
«Quello che ho letto mi ha rattristato, perché è il segno di come parte del mondo giornalistico non sappia molto di queste tematiche. Non contesto direttamente l’opinione dell’intervistato, ognuno è responsabile di quello che dice, ma dal punto di vista del giornalista mi stupisce un’accettazione così acritica. La buona pratica giornalistica non consentirebbe una presentazione così parziale, sarebbe opportuno cercare anche un contraddittorio».

Negli ultimi mesi sembra che i giornali italiani si stiano accanendo contro Internet. Il web viene spesso descritto come un circo, fatto di bulli e persone disturbate. È solo ignoranza o qualcosa di più?
«Non ho elementi definitivi a sostegno di queste tesi. So però che se in Italia si tende a descrivere Internet in questi termini, all’estero non succede così. Mi sembra un problema culturale del giornalismo italiano, non vedo un complotto. Probabilmente l’interpretazione più semplice è quella più probabile: spesso chi è chiamato a scrivere di queste cose non ha una reale conoscenza di Internet, in alcuni casi persino del computer. Se si inizia a parlare di un fenomeno solo perché ci si accorge che ha grossi numeri, senza avere una reale preparazione, si rischia di sbagliare».

Nonostante le critiche, ogni volta che un giornale parla di questi fenomeni c’è un’esplosione di iscrizioni, fino a quando i siti passano di moda e i profili rimangono dormienti. Non rischiamo anche per Facebook una vera esplosione della bolla, come sembra essere accaduto per Second Life?
«Sicuramente in questo periodo in molti si stanno iscrivendo a Facebook per una questione di moda: se oggi parlano di questo sito anche sull’Isola dei Famosi, allora abbiamo raggiunto veramente i contesti nazionalpopolari. È comunque un aspetto positivo, perchè in molti conosceranno il mezzo e se lo troveranno utile continueranno ad usarlo anche dopo. Ovviamente nei prossimi mesi, quando ci sarà il calo di attenzione, in molti lo abbandoneranno, ma credo anche che in tanti continueranno a trovarlo utile e ad usarlo per interesse reale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2008
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