Poesia e fisica quantistica al Teatro dell’Arte

"Lightborne" reading del poeta varesino Roberto Caielli in occasione della festa del teatro di Milano

Il poeta varesino Roberto Caielli terrà,  in occasione della festa del
teatro di Milano, sabato 25 ottobre (inizio ore 18, ingresso libero), al Teatro dell’Arte, un reading dal titolo "Lightborne" (portatore di luce). La poesia di Caielli Una poesia fisica, estrema, tra le più complesse, sonore e corrosive che si possano ascoltare oggi, per un estremo saluto alla lingua italiana e alle sue trame. Essa si fonde nella materia e nella luce einsteiniana, viaggia tra i pianeti e nella natura dell¹uomo, saluta i nostalgici e benedice, all’orizzonte, quelli che verranno. Dedicata ai ciechi, ai sordi, agli animali.

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Di seguito Note per una introduzione all’ascolto:

Con la convinzione che non esista altra via d’uscita dal pantano intimistico, esistenzialista e metafisico in cui sguazza, sciaguratamente spensierata e incosciente tutta l’arte contemporanea, che lo studio intenso della nuova immagine della natura e il progressivo disvelamento di essa attraverso la più accurata e profonda delle poesie, si sperimenta qui lo studio e la stesura di un poema fisico e naturale, ispirato in particolare dalla teoria della relatività. Lightborne – nome di un personaggio del dramma di Cristopher Marlowe “Edoardo II”, che significa “portatore di luce” – conduce attraverso relatività, infinito, luce, natura, moto, orizzonte degli eventi, materia e le possibili interazioni tra questi fenomeni e la nostra vita quotidiana, le emozioni, il dolore, le relazioni politiche e economiche con gli altri, la bellezza. La poesia e il linguaggio conducono all’esperienza radicale della relatività, intesa qui come forma concettuale della diversità e dell’immaginazione.

Non si tratta di un poema didascalico dunque, ovvero non si cerca attraverso i versi di spiegare didatticamente le nuove strutture della fisica, cosa che sarebbe impensabile proprio per le caratteristiche così lontane dal senso comune e dall’esperienza di tali strutture, a volte concepibili solo come sistemi matematici di enorme complessità. Lightborne è piuttosto il tentativo di scoprire il linguaggio e la forma di una nuova poesia, che constati l’esistenza di un affascinante “piano di lavoro”, ovvero il mondo e le sue leggi fisiche, dove scienza, spiritualità, fede, morale e razionalità svolgono la loro dialettica. E’ un po’ come se un pittore scoprisse che i colori degli oggetti siano molto più numerosi di quanto lui stesso abbia mai visto o immaginato, e d’aver bisogno dunque di una tavolozza più grande e complessa per rendere le cose più vere e più belle nei suoi quadri.
Due libri pubblicati, almeno duecento buttati nella spazzatura, molti anni di silenzio e altrettanti di studio, l’esperienza della psicoanalisi, l’immersione nella quotidianità del vivere dentro una comunità politica e intellettuale arretrata, supponente e disarmata, questo è il profondo iceberg da cui emerge, oggi, questa piccola punta di coltello.

Nei tempi passati, sono vissuti personaggi dalla intelligenza sorprendente, dalla mente aperta e razionale, dall’erudizione vastissima, dall’acuto spirito di osservazione delle cose e delle persone. Alcuni di loro, come Democrito, come Epicuro, come i compilatori orientali del Libro dei Mutamenti, come Lucrezio, come Cartesio, come Leopardi, furono in grado di esprimere attraverso la poesia e le sue corde vibranti, l’immagine del mondo, il perché dell’esistenza, le domande inquietanti sull’origine dell’universo e sul significato della materia, del vuoto e del nulla. Lightborne, un lungo poema misto di prosa e versi pensato per il reading e la performance in pubblico, affronta la sfida più straordinaria del poeta e dell’uomo, quella di regalare una rappresentazione del mondo e della natura fisica, e del significato del nostro essere parte di questa natura. I progressi della fisica teorica e sperimentale del XX secolo sono stati eccezionali: Einstein e la Teoria della Relatività hanno rovesciato le certezze della fisica classica newtoniana e della geometria euclidea, portandoci vicinissimi a conoscere l’origine dell’universo e le forme dello spazio dentro cui viviamo. Planck, Bohr, Heisenberg, Feynman hanno invece scoperto le proprietà sconcertanti della materia e delle minuscole particelle di cui è fatto il mondo, attraverso l’altro pilastro della fisica moderna, che prende il nome di Meccanica Quantistica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 ottobre 2008
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