Polizia, il sindacato protesta alla rotonda dei ciclisti padani

Messinscena di fianco alle sagome dei leghisti da parte del CO.I.S.P.: “Coi tagli alla sicurezza il Governo ci pugnala alle spalle”

La protesta a casa del ministro. Anzi, addirittura “di fianco”, perché la sagoma di un poliziotto con un coltello piantato nella schiena è stata messa nel pomeriggio di oggi, 9 ottobre, proprio a pochi centimetri da quella raffigurante un Roberto Maroni in fuga, tra i colleghi di partito, sulla rotonda di Buguggiate. La protesta è stata inscenata da parte del CO.I.S.P, coordinamento per l’indipendenza sindacale delle Forze di Polizia, che si lamenta dei tagli alla sicurezza previsti dal governo a che vuol far presente la questione al più alto rappresentante in terra varesina in materia di sicurezza: il ministro dell’interno, che di casa sta a Lozza: un tiro di schioppo dalla rotatoria tanto discussa.

«In questo modo abbiamo inteso portare in provincia di Varese la nostra protesta contro i tagli previsti dal decreto legge Brunetta – ha affermato il segretario nazionale del CO.I.S.P Rocco Di Sogra – . La campagna di sensibilizzazione ha l’obiettivo di informare i cittadini di quanto le forze di polizia siano penalizzate dai tagli sulla sicurezza voluti da questo Governo. E quando si parla di sicurezza si parla anche di tagli che influiscono sulla professionalità degli agenti».

La campagna ha toccato diverse città italiane, come Milano, dove le figure di cartone col petto trafitto da un coltello sono state messe ieri, 8 ottobre,. In piazza San Babila a due passi dal Duomo. «Riteniamo importante essere qui, oggi, proprio in una provincia vetrina per il Governo – ha spiegato Di Sogra (nella foto, all’interno della rotatoria) – in una zona che rappresenta, come molte regioni del Nord Italia, l’ingresso all’Europa. Nel pomeriggio di oggi abbiamo tenuto un’assemblea sindacale molto partecipata in Questura, con gli agenti. Siamo stanchi dei tagli che influiscono sulla formazione, sull’addestramento e perfino sulle divise e sulla manutenzione degli uffici, per non parlare dell’armamento. In queste condizioni non siamo in grado di operare correttamente per la sicurezza dei cittadini».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2008
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