Presidio sindacale alla Husqvarna

I sindacati chiedono chiarezza sulle prospettive industriali al gruppo Bmw, proprietario del marchio, e lamentano una carente relazione con la controparte

Mobilitazione per i circa 240 dipendenti della Husqvarna di Cassinetta di Biandronno. Nel pomeriggio di lunedì, dopo essersi riuniti in assemblea, hanno svolto un breve presidio ai cancelli della fabbrica. Le ragioni addotte dai rappresentanti sindacali, Loris Andreotti per Fim Cisl e Oscar Brun per Fiom Cgil, sono duplici: strategiche e relazionali. In campo strategico, a lasciare quantomeno perplessi i lavoratori e i sindacati che li tutelano è quella che viene descritta come una perdurante assenza di indirizzi di pianificazione industriale che diano delle certezze da parte della proprietà di Bmw, gruppo subentrato un anno fa ad MV Agusta nella gran parte delle attività dell’azienda. «Appena entrati si sono subito lanciati a fare grandi cose, si veda il capannone in costruzione qui dentro, però non si capisce cosa vogliano fare domani» dice Andreotti. «In compenso non mancano interferenze dell’azienda su procedure di lavoro stabilite e che si cerca di cambiare». Ci sono altre cose che lasciano perplessi i sindacalisti: «Ad esempio, la vicenda di circa 5000 moto ancora “ferme” e invendute, non ci è stato detto come e perché». Non sono i posti di lavoro fin qui a preoccupare i dipendenti – nell’ultimo anno sono leggermente aumentati, in realtà, come riferiscono gli stessi sindacalisti – ma le loro prospettive future.

Sul piano delle relazioni con la proprietà, «sono pessime» si lasciano andare i rappresentanti. Tanto con la dirigenza all’interno della fabbrica, in parte ancora la medesima dell’epoca MV Agusta, quanto con una proprietà che appare distante, «non prende in considerazione le Rsu, dopo aver ascoltato il sindacato fa comunque di testa sua, ci sono problemi anche per l’applicazione dei premi di produzione».

La questione sindacale non si limita alla realtà locale, pur molto importante, di Cassinetta. «C’è la produzione telai che Mv Agusta scorporò all’atto della cessione, è affidata alla Technotel di Morazzone. Lì sono in 60, anche per loro vale il nostro discorso sulle strategie future che vogliamo avere ben chiare. Poi c’è un gruppetto di lavoratori, una ventina, alla Schiranna, per meccanica e ricerca e sviluppo, che saranno esternalizzate. Dove e come si ricollocheranno quei lavoratori? Alla catena di montaggio? C’è il caso di una lavoratrice che era impiegata in produzione, con una certa qualifica,e si vorrebbe reimpiegare come donna delle pulizie… si è messa in malattia». E qualcuno già parla di demansionamento in vista.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 ottobre 2008
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