Primo interrogatorio per Papa sull’affaire “Lolita”

Al professionista la procura contesta i reati di concussione e truffa. Il legale: «Interrogatorio sereno, risposto a tutto ma la consulenza dell'accusa era imprecisa»

Primo interrogatorio per Riccardo Papa, ex presidente dell’Ordine degli architetti varesini. Si è svolto, a detta di entrambe le parti in causa, in un clima sereno davanti al giudice per le indagini preliminari Chiara Venturi. Papa è agli arresti domiciliari da giovedì 9 ottobre in seguito ad un’ordinanza emessa dalla Procura di Busto Arsizio su richiesta del pm Roberto Pirro, titolare dell’inchiesta "Lolita": prima di Papa era stata chiesta la carcerazione preventiva (poi divenuti arresti domiciliari) per l’ex-capo dell’urbanistica di Gallarate Gigi Bossi e la sua compagna Federica Motta, anche lei architetto. Riccardo Papa è sospettato di concussione in concorso per aver agevolato, su alcune pratiche edilizie, la compagna di Gigi Bossi senza che lei abbia messo mano al progetto in alcun modo e di truffa per aver sottostimato gli oneri di urbanizzazione di un’altra pratica edilizia (Expert di Gallarate).

L’architetto, stimato professionista molto conosciuto, è apparso davanti al pm Pirro e alla giudice Venturi insieme al suo avvocato (e fratello) Federico Papa che commenta così al termine dell’interrogatorio, durato circa tre ore: «Il mio cliente ha risposto in maniera particolareggiata a tutte le domande degli inquirenti in unclima sereno – ha detto l’avvocato – ci siamo confrontati su tutto ma sottolineo come su alcuni aspetti le domande erano imprecise dal punto di vista tecnico, cosa normale vista la difficoltà della materia. Il riferimento in particolare è alla relazione del consulente dell’accusa che è stata fatta da un geometra. Con tutto il rispetto c’erano aspetti legati alle volumetrie imprecisi. Da parte nostra, comunque, abbiamo nominato già sabato un nostro consulente tecnico, architetto, e abbiamo immediatamente fatto richiesta al Tribunale del riesame di Milano per revocare gli arresti domiciliari».

Di nuovo la palla passa al Riesame, dunque, che questa volta potrebbe essere davvero decisivo su tutta l’inchiesta e che si pronuncerà già venerdì 17 ottobre (la data inquieta sia una parte che l’altra). Da parte della Procura, che tace in maniera assoluta, c’è comunque serenità sull’inchiesta per come è stata portata avanti fino ad ora. Secondo il pm Pirro ci sono dei fatti precisi che sono stati contestati e che denunciano un certo sistema chiuso all’interno degli uffici dell’urbanistica di Gallarate. Il sistema obbligava gli imprenditori a rivolgersi sempre agli stessi professionisti, un sistema che lo stesso legale ha definito "mastelliano" me che, secondo il difensore, nulla a che fare con l’architetto Papa.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2008
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