Processo a Pietro Colombo, l’imputato non compare in aula

Si attendeva la sua deposizione ma ha presentato un certificato medico - sarebbe rimasto scosso dopo la breve reclusione della settimana scorsa

Al processo per la morte di Giuseppina Nicolini, annegata nello Ionio Greco nel maggio 2004 durante una vacanza in barca a vella, oggi, martedì 28 ottobre, era il giorno dell’imputato, Pietro Colombo. Che però, pur atteso da pm, corte e stampa, non si è presentato. Fin qui sempre presente, riservato, inappuntabile, attento ad ogni parola, Colombo ha inviata stamane un certificato medico e non si è fatto vedere, riducendo l’udienza odierna all’escussione di alcuni testimoni della difesa. Secondo quando riferiva il suo legale avvocato cesare Cicorella, Colombo sarebbe intenzionato a non deporre in prima persona («preferisce non sottoporsi all’esame»): era già stato a lungo sentito dagli inquirenti, le sue dichiarazioni sono agli atti. Con ciò negando però al pm Polizzi la possibilità di mettere alle strette davanti alla corte l’unica persona che sa davvero come sono andate le cose quella notte.

Cicorella descrive un Colombo «alterato» dopo la disavventura dell’arresto, della notte in cella e della scarcerazione-lampo – tutto frutto dell’attività intrapresa nei suoi confronti dalla magistratura greca sulle orme della Procura bustese, del relativo mandato d’arresto europeo cassato poi dalla Corte d’Appello di Milano in attesa che si risolva la vicenda giudiziaria a Busto Arsizio. Anche di qui il suo malessere a giustificazione dell’assenza in aula.

L’udineza ha avuto un carattere internazionale, con due testimoni stranieri, un francese ed un greco, e l’impiego di interpreti. Il primo aveva navigato con Colombo, come gli altri due testimoni italiani, concordi sulle qualità di skipper dell’imputato. Il greco, Giorgios P., è invece custode per una società che lavora presso il porto di Marina di Gouvia a Corfù, da cui il Delfino Bianco, la barca di Colombo, partì nel tardo pomeriggio del 20 maggio 2004 per la navigazione conclusasi in tragedia nella notte. E proprio la tempistica non del tutto chiara degli spostamenti dell’imbarcazione nel braccio di mare fra le isole Ionie, nelle ore del presunto delitto, resta uno degli elementi chiave di questo processo inidziario difficilmente decifrabile, insieme all’ormai famosa ssicuarzione reciproca sulla vita da un milione di franchi svizzeri stipulata fra il Colombo e la Nicolini. La prossima udienza si terrà l’11 novembre.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2008
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