“Quel bambino alla mano che ci ospitava nella sua reggia”

Il ricordo di un amico d’infanzia di Ariberto Luigi Maria Necchi Villa della Silva, il giornalista milanese trovato morto in circostanze ancora da chiarire

Partite di pallone nella villa che sembrava una reggia (nella foto l’ingresso principale). Il fascino del ricco ma semplice bambino alla mano, Ariberto Luigi Maria Necchi Villa della Silva, classe 1959, trovato morto ieri, 7 ottobre a Milano in circostanze ancora da ricostruire. Ariberto che invitava gli amichetti nel parco secolare della casa dove ogni tanto usciva a far campagna, da Milano. Ambrogio, che oggi è un uomo di 47 anni se li ricorda bene quei pomeriggi di sole: abita ancora a Gazzada Schianno e ha visto l’amico di quarant’anni fa sulle prime pagine dei free press milanesi, questa mattina, arrivato nella metropoli per lavorare. «Una doccia fredda quando ho visto la sua foto sul giornale – spiega Ambrogio (di cui pubblichiamo solo il nome di battesimo perché per ragioni personali preferisce l’anonimato), classe 1961 – . Come dimenticare un bambino così: Ariberto, un nome strano e aristocratico che non ho più incontrato nella vita, ma che davvero apriva le porte, anzi i portoni di casa agli amici. Si giocava a pallone, si andava all’oratorio, come fosse un amichetto di tutti i giorni. Certo chi era lo sapevamo: qui a Gazzada Schianno quasi tutti, in quel periodo, compravano casa o un terreno dove costruirla proprio dalla sua famiglia, un tempo proprietaria, e non solo per modo di dire, dell’intero paese».
In effetti ancora oggi in tanti a Gazzada si ricordano di Ariberto e dei Necchi Villa della Silva. Oggi “Villa Necchi” è un’elegante costruzione di Schianno dove spesso vengono ospitate iniziative musicali; mentre un’altra villa è visibile sulla destra arrivando da Varese, all’ingresso del paese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2008
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