San Fermo e l’antenna, storia di un conflitto

In agosto la "scoperta" dei primi lavori sul terreno di un privato. Ora il comitato "Class Action", nel rione già esposto a due elettrodotti, chiede lo stop in attesa di uno studio epidemiologico

Prendete una delle tante "castellanze" varesine, già esposta a due elettrodotti e alle loro frequenze, e aggiungete un’antenna per telefonia cellulare. Risultato netto – e matematico – dell’operazione: un comitato di cittadini preoccupati che dicono "basta elettrosmog". È quanto succede in queste settimane in quel di San Fermo, di là dall’Olona.

Nella prima metà di agosto i residenti sono venuti a sapere che presto sul terreno di un privato in via Landro sarebbe sorta un’antenna per una delle maggiori aziende di telefonia. Questo in un rione popoloso e già percorso da decenni da due linee di elettrodotti a breve distanza dalle case – quando non sopra le medesime. Immediate le contromisure di un gruppo di cittadini riunitisi in un comitato autodenominato "Class Action" e presieduto da Guido Olivieri: una richiesta di chiarimenti al settore dell’amministrazione comunale responsabile dell’ambiente. «Siamo venuti a saperlo un mese dopo che il procedimento autorizzativo era partito senza che i cittadini interessati ne fossero informati, in contrasto con quanto recita la legge 241/90 agli articoli 7 e 8» sostiene Olivieri. Chiesto l’accesso agli atti e contestato questo aspetto, Olivieri e soci si sono sentiti rispondere che l’operato del settore ambiente era stato corretto. A seguire, dopo le vacanze, si è avviata la battaglia di piazza, con un incontro pubblico sollecitato al Comune e alla società, e una petizione da 500 firme indirizzata al sindaco Fontana. Nell’incontro «si è tentato» accusa il presidente del comitato «di ammannirci la solita giustificazione del cosiddetto "ombrello" di onde
elettromagnetiche ad alta frequenza che "non colpirebbe" chi vi si trova sotto – è quello usato tutte le volte che si mette l’antenna su un condominio. Su questo punto li abbiamo messi alle strette».

Da un lato dunque il privato, cui spetterà – e ci mancherebbe – un cospicuo conquibus per l’occupazione del suo terreno da parte della società telefonica, dall’altro cittadini preoccupati per le possibili conseguenze delle onde e delle frequenze cui saranno esposti, sommate a quelle di diversa natura degli elettrodotti. Cosa difficile da dimostrare: gli studi fin qui danno risultati contrastanti, gli interessi economici e sociali in gioco, del resto, sono semplicemente mostruosi. Se ne occupò anche Report qualche mese fa, si legga il testo integrale della puntata, che verteva specificamente sullo Wi-Fi.

«A San Fermo abbiamo già molti casi di tumori» denuncia Olivieri, «anche per questo chiediamo che si fermino i lavori e si dia il via ad una seria indagine epidemiologica». Su questo fronte qualcosa potrebbe muoversi. Della vicenda si è infatti interessata, riferisce Olivieri, anche Raitre Lombardia: mentre si prepara la gettata di cemento per la base dell’antenna, il sindaco «ha detto di aver dato corso a una richiesta di approfondimenti nel senso dello studio epidemiologico da parte di Asl. Ringrazio il primo cittadino che ha dato prova di chiarezza» prosegue Olivieri, «ne accolgo con estremo favore le dichiarazioni, segno di attenzione verso i cittadini. Intanto saremo noi ad avviare per primi un’analisi epidemiologica localizzata alle case che giacciono sotto un elettrodotto, comparandone i residenti con quelli di un’altra parte di San Fermo non esposta a campo elettromagnetici significativi. Di tutto questo riparleremo venerdì 17 ottobre alle 21 in un incontro pubblico al Circolo di San Fermo. Non lasceremo nulla di intentato: non bisogna mai arretrare se si è convinti di essere nel giusto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 ottobre 2008
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