Se il manager non può andare a scuola, la scuola va da lui

Il progetto europeo Refocus della Liuc mira a rifocalizzare le competenze dei professionisti più maturi. Buoni i risultati finora conseguiti

Il mondo del lavoro cambia e con lui anche le competenze richieste ai lavoratori. Ma, si sa, il tempo non basta mai e per i manager frequentare i corsi di formazione tradizionali non è facile. Come affrontare quindi il problema? Basta seguire il consiglio di uno dei più famosi proverbi: se il manager non può andare a “scuola”, la “scuola” andrà da lui.

È così che è nato Refocus, un progetto transnazionale che coinvolge Italia e Gran Bretagna coordinato dal Cetic (Centro di Ricerca per l’Economia e le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) uno dei centri di ricerca dell’Università Carlo Cattaneo – Liuc e finanziato dalla Commissione Europea, Direzione Impiego e Affari sociali.
Obiettivo del progetto è quello di definire un sistema formativo adeguato a lavoratori maturi (over 45) finalizzato alla rifocalizzazione (non riqualificazione) delle competenze specialistiche di questi professionisti in relazione ai continui cambiamenti del contesto economico e lavorativo. È questa infatti la categoria di lavoratori più a rischio di obsolescenza professionale e di espulsione dal mercato del lavoro per la forte concorrenza sia a valle (dirigenti più giovani), sia anche a monte (colleghi in pensione che si danno alla consulenza). Se infatti è ben presente il problema degli over 45 che, una volta usciti dal mondo del lavoro, hanno grandi difficoltà a rientrarvi, non lo è altrettanto un ulteriore aspetto che rende il binomio invecchiamento/occupazione ancora più critico e complesso: l’obsolescenza degli over 45 che sono ancora all’interno del mondo del lavoro, ma che, se non opportunamente sostenuti, rischiano di diventare inadeguati rispetto alle esigenze di aggiornamento imposte dai cambiamenti del mercato del lavoro e quindi di essere espulsi a vantaggio di lavoratori più giovani.
«Il problema che abbiamo individuato – professor Aurelio Ravarini (nella foto) direttore del progetto – è che le persone che ricoprono ruoli di responsabilità, hanno poco tempo da dedicare alla formazione. Sicuramente poi non riescono a seguire corsi che li impegnano in lezioni in aula per più giorni alla settimana». Ecco quindi che nasce l’idea di utilizzare le piattaforme software delle due aziende del settore ICT finora coinvolte ElsagDatamat e Unisys sia per fornire contenuti che per organizzare “classi virtuali”. «Il punto forte del nostro metodo – chiarisce Ravarini – è la possibilità che offriamo, tramite una sorta di forum, di comunicare fra studenti e con i docenti. In questo modo i lavoratori coinvolti si sentono coinvolti e stimolati a partecipare e a non sottovalutare il corso».
Ottimi, finora, i risultati ottenuti. Più del 95 per cento di studenti ha completato con successo il corso, e – dei tre moduli previsti – il terzo ha avuto un grado di soddisfazione del 100 per cento.
Uno per tutti però è il traguardo che inorgoglisce il team della Luc: la Unisys  è rimasta talmente soddisfatta che ha chiesto di estendere il progetto anche ai loro professionisti di Spagna e Francia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2008
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