«Se la Pro Patria va in B lo stadio serve»

Per le strade si respira aria di promozione e il tema stadio sembra essere all'ordine del giorno. Per ora, in realtà, basterebbe lo Speroni ma entro due anni...

Si rispolverano anche le vecchie divise pur di metterle in mostra e far vedere che si è tifosi della Pro. A Busto Arsizio il leit motive tra i cittadini è lo stadio nuovo con la Pro Patria in serie B. Tutti pensano al rilancio di una città che ha molti problemi, come tante altre città, e cerca un riscatto nello sport e nel prestigio che ne potrebbe derivare. Lo sa bene Danilo Castiglioni che in un bar del centro è davanti ai giornali (foto in alto) per seguire la rassegna stampa della squadra: «Mi occupo delle pubbliche relazioni del Pro Patria club, leggere il giornale è un dovere – spiega con orgoglio – quest’anno è lecito crederci ed è lecito anche pensare al nuovo stadio. Magari non dall’anno prossimo, si potrebbe ottenere una deroga per un anno allo Speroni e vedere se la squadra in b ci arriva e ci rimane. Ma entro due anni al massimo il nuovo stadio serve».

Per Castiglioni non è una questione di mero orgoglio: «Se la squadra va bene come sta facendo – continua – l’hanno prossimo i tifosi saranno almeno il doppio. Basti pensare che per la trasferta di Cremona il nostro club ha organizzato due pullman quando di solito non ne riempiamo uno». I tifosi ci sono, molti fino ad oggi hanno nicchiato vedendo le prestazioni grigie della squadra, addirittura retrocessa a fine campionatio scorso. «Ora è il momento di tirare fuori i drappi biancoblu, le bandiere alle finestre – conclude Castiglioni – il mio invito è questo e la B sarà un po’ più possibile». I negozi che vendono i gadget della Pro Patria fremono in attesa del nuovo materiale che, però, non è ancora arrivato: «E’ un peccato – dice amareggiato un dipendente del Libraccio – proprio ora che registriamo una richiesta mai vista prima. Almeno 6 o 7 clienti al giorno vengono a chiedere se abbiamo magliette, sciarpe, cappellini ma non ci è ancora arrivato nulla. La proprietà ha assicurato che si sta provvedendo».

Stessa scena al negozio Legea, sponsor della squadra, «Non facciamo a tempo nemmeno a toglierli dai cartoni – spiega Luisa, commessa nel negozio – in molti chiedono anche sciarpe, ombrelli ma lo spon sor tecnico non ha previsto che maglie e cappellini per il momento». Anche all’edicola di piazza 25 Aprile si mettono in mostra le vecchie casacche della squadra. L’entusiasmo c’è, la politica nicchia, la proprietà ha in mente un progetto molto grosso. L’unica certezza, per ora, è la prossima sfida fuori casa con la Cremonese. Toccherà alla squadra fare in modo che il sogno non si spezzi prima di concretizzarsi.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2008
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