“Si teneva i soldi dei lupetti”, indagato capo scout

Inchiesta della procura per appropriazione indebita, le quote del campo estivo non venivano versate ma intascate

Non sono buone azioni, ma presunte appropriazioni indebite, quelle su cui sta indagando la procura delle repubblica di Varese. Al centro dell’inchiesta un capo scout quarantenne, Paolo Avola, accusato di aver trattenuto le quote che le famiglie versavano agli scout del gruppo «Varese 8». Gli episodi contestati si riferiscono al 2007, quando il capo scout “infedele”, fondatore e capogruppo, avrebbe omesso di girare all’Agesci, l’associazione degli scout cattolici, le quote di un campo estivo, alcune quote di adesione annuali – che danno diritto tra l’altro all’assicurazione antinfortunistica – e i soldi che i genitori gli avevano dato per l’acquisto delle uniformi.

L’indagine, coordinata dal pm Tiziano Masini, ha preso le mosse da una serie di segnalazioni fatte all’interno dello stesso ambiente scout. Diversi genitori si erano accorti che qualcosa non tornava, mentre anche l’Agesci aveva chiesto conto di alcuni crediti non pagati. L’abitazione dell’educatore è stata perquisita, mentre l’associazione ha effettuato una sua inchiesta interna e un anno fa ha commissariato il gruppo e disposto la radiazione del capo scout, un provvedimento rarissimo. I genitori sono stati messi al corrente, nel frattempo la squadra mobile ha investigato. L’indagato è stato anche ascoltato in procura, e si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’inchiesta è alle battute finali, gli inquirenti stanno infatti cercando di quantificare le somme sottratte ai lupetti e agli esploratori, anche se non si tratterebbe di cifre ingenti. Da verificare, poi, una giocata al casinò sospetta. La difesa smentisce decisamente, però, che il capo si giocasse i soldi dei ragazzi. “E’ un solo episodio – spiega l’avvocato Sandro Damiani – il mio cliente fu consigliato male, e tentò la fortuna perché aveva fatto dei debiti e non sapeva più come pagarli”. La difesa sostiene una linea precisa: si tratterebbe di somme trattenute non per cattiveria, ma solo perché l’indagato aveva fatto dei debiti per ingrandire le attività degli scout, in particolare per alcuni lavori in una cascina dove voleva fare delle attività con i ragazzi. Tra l’altro, nel 2005, si era anche candidato alle elezioni comunali di Varese, nella lista “Italia Futura in Europa”. Raccolse solo 14 voti di preferenza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2008
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