Studenti a lezione di voto americano, tra regole e aspettative

All'Itpa Casula si è svolta una lezione sul sistema elettorale statunitense. In cattedra una rappresentante del Consolato

Il 4 novembre, gli americani si recheranno alle urne per scegliere il futuro presidente degli Stati Uniti. Un’elezione che conluderà il lungo percorso iniziato nel gennaio scorso con le primarie, culminato nei congressi estivi con l’investitura ufficiale dei due candidati e che si concluderà il 20 gennaio con il giuramento solenne.
Per spiegare i vari "steps" del lungo percorso elettorale, le fasi salienti e il sistema di calcolo, è arrivata dal consolato americano di Milano Ingrid Isvanca "senior student" di affari internazionali all’Università della Florida, a Milano in stage inviata dal Ministero degli Esteri.

A Ingrid è toccato il compito di spiegare agli studenti dell’Itpa Casula il complicato sistema delle primarie e delle votazioni, della consultazione di novembre, da cui usciranno i delegati che a dicembre sceglieranno il presidente: «Ogni stato elegge un certo numero di delegati in base alla propria popolazione.  Il quattro novembre gli americani barreranno il proprio candidato presidente eleggendo direttamente quei delegati che lo sostengono. Vincerà chi otterrà più delegati. La California, per esempio, elegge 55 delegati, il Texas 34, l’Alaska solo 3. Chiaramente ci sono stati in cui la battaglia elettorale è più accesa perchè maggiore è il loro peso».

Negli Stati Uniti lo scontro politico tra il candidato repubblicano John McCaine e quello democratico Barack Obama è molto acceso e l’attesa per il risultato finale è maggiore del solito per l’opportunità di eleggere un candidato afroamericano: «Entrambi, comunque, stanno presentando programmi molto brillanti e interessanti e non so proprio chi vincerà…» commenta un’abbattonatissima Ingrid, nella sua veste ufficiale di rappresentante del Governo americano.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2008
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