Taggo ergo sum, tavola rotonda sull’etica in internet

All'Itis Facchinetti esperti a confronto sulle domande epocali del web

Taggo ergo Sum, è il titolo della tavola rotonda dedicata all’etica in Internet dai ragazzi dell’Itis di Busto Arsizio che si terrà il 10 ottobre alle 9 nell’aula magna dell’Itis Facchinetti in via Azimonti a Castellanza. All’incontro parteciperanno personaggi autorevoli come il professor Pier Cesare Rivoltella dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (moderatore), il Prof. Mario Mezzanzanica dell’Università degli Studi Bicocca di Milano, il Prof. Piercarlo Maggiolini del Politecnico di Milano, Alessandro Cannarsi di Microsoft Italia, il Prof. Marco Lazzari dell’Università di Bergamo e il giornalista Marco Pratellesi del Corriere della Sera.


Molti, soprattutto i ragazzi, si chiedono come sarà il futuro di una società ormai permeata dalla invasiva presenza delle Rete, di Internet. Gli esperti non sono concordi su quale sia il principio etico fondamentale che muove la Rete, se al centro ci sia ancora il beneficio per la persona. E’ forte il dubbio che ci sia dell’altro, che il beneficio per la persona si perda nel momento in cui il lo strumento, da fenomeno di nicchia, diventa parte integrante dei media di massa.

L’incontro verterà su  tre temi principali: scambio e condivisione, crescita personale o omologazione? Con particolare attenzione allo scambio di contenuti e alla qualità degli stessi tra gli utenti del web. Il secondo tema che verrà affrontato riguarda l’ informazione dal basso, chi decide chi è autorevole? (YouTube, Wikipedia, …). Si discuterà della quantità enorme di informazioni disponibili e del metodo delle tag che fanno emergere, come bolle d’aria in un recipiente, i contenuti più desiderati dall’utenza. Il terzo argomento della tavola rotonda è la perdita della memoria storica e della temporalità in Internet. Il Web non ha tempo, esiste soltanto nel momento in cui viene visto. Le informazioni possono cambiare istantaneamente a discrezione di chi le pubblica e le tracce, se esistono, sono invisibili. Navigando in Internet si perde l’asse temporale degli avvenimenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2008
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