Tempi lunghi per il PGT? Mal Comune, mezzo gaudio

Per il vicesindaco Reguzzoni "si poteva fare prima, ma siamo in tempo"; molti Comuni lombardi sono ancora più in ritardo. Proroga in vista per la scadenza di marzo 2009

Il vecchio Piano Regolatore Generale (PRG) di Busto Arsizio risalente agli anni Settanta, e ormai crivellato di varianti, prevedeva una città da 120.000 abitanti. La storia è poi andata come sappiamo: Busto Arsizio si è inchiodata sugli ottantamila abitanti scarsi. «Con il PGT» risponde il vicesindaco Giampiero Reguzzoni alla domanda se non si corra il rischio di un nuovo sovradimensionamento «non è più basato su un numero di abitanti atteso, ciò che è decisivo sono invece i servizi. Non c’è più la logica metro cubo/abitante di prima». Si spera di non rivedere le scene di quarteri interi costruiti senza servizi essenziali come le fognature, la cui costruzione fu lasciata quale simpatica eredità alle amministrazioni successive, e dunque ai contribuenti futuri.

Sulla tempistica del PGT, in approvazione non prima di un paio d’anni benchè la Regione stessa avesse fissato nelle legge 12/2005 un limite a marzo 2009, Reguzzoni osseve che quei Comuni già corsi ad approvare il loro Piano ora hanno dei problemi a causa delle modifiche introdotte nel frattempo dal Pirellone rispetto al testo di legge del 2005. «Si poteva far prima, ma siamo in tempo, e comunque possiamo riflettere sulle scelte» filosofa il vicesindaco. La scadenza del marzo 2009? No problem, ci saranno proroghe, visto che molte città delle dimensioni di Busto Arsizio non hanno ancora approvato i loro PGT. Come sempre, mal Comune, mezzo gaudio.

Quanto all’attività edilizia ordinaria, non risentirà del periodo intermedio. I Piani integrati d’intervento continueranno ad essere attuati, semplicemente il loro documento d’inquadramento, strumento transitorio, finirà sussunto nel PGT. Non tutto rintrerà necessariamente nel Piano: ad esempio l’area delle Ferrovie Nord, con un megaprogetto protocollato durante l’estate, ricade nella pianificazione d’area di Malpensa.

Ed un eventuale sviluppo "a PGT in corso d’opera" come un progetto per il futuribile nuovo stadio della Pro Patria in zona viale Gabardi, per ora solo un’idea, dovrebbe essere comunque discusso con la vicinissima Castellanza, distante dal luogo poche decine di metri. Così rassicura Reguzzoni, perchè nei PGT è imperativa la collaborazione fra Comuni confinanti. «Ci mancherebbe, con le vecchie norme» commenta il vicesindaco «c’è, chi, e non faccio nomi e cognomi, ha riempito il proprio territorio di strutture commerciali senza tener conto di altro…» È una lunga storia; il risultato è che il sabato pomeriggio uscire da Busto o tentare di rientrarvi da nord è diventata un’odissea. Ai PGT anche il compito, al limite dell’impossibile, di ovviare agli incubi cementizi dettati da casse comunali affamate di oneri di urbanizzazione, e dunque in ultima analisi di tentare di arrestare l’aggressione al residuo territorio. Ma la parola "vincolo", nel contesto odierno, appare ormai una bestemmia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2008
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