Trasferta pirandelliana a Bratislava per il Sociale

In cartellone per la partecipazione ad un convegno di studi sul grande autore siciliano anche due spettacoli: "L'atroce notte" e "Sogno (forse no)"

Prestigiosa trasferta europea nel segno di Luigi Pirandello e della storia linguistica e culturale del nostro Paese per gli attori del teatro Sociale di Busto Arsizio. La compagnia diretta da Delia Cajelli sarà, infatti, tra i protagonisti della rassegna “L’italiano in piazza”, organizzata in occasione dell’ottava edizione della “Settimana della lingua italiana nel mondo”, iniziativa nata nel 2001, per volontà della Direzione generale per la promozione e cooperazione culturale del ministero degli Affari esteri e dell’Accademia della Crusca, che da lunedì 20 a domenica 26 ottobre vedrà tutti gli Istituti italiani di cultura all’estero proporre incontri, concerti, proiezioni cinematografiche e spettacoli teatrali dedicati alla lingua e alle tradizioni italiane, alla «storia di feste sacre e profane, di sommosse popolari e parate e giostre, di predicazioni, di mercati e fiere».

Palcoscenico della trasferta sarà la città di Bratislava, in Slovacchia, dove l’associazione culturale Educarte-teatro Sociale di Busto Arsizio prenderà parte al convegno internazionale “L’attualità di Pirandello”, organizzato dal Centro nazionale studi pirandelliani di Agrigento, dall’Università Comenio di Bratislava e dal locale Istituto italiano di cultura, con il supporto della Presidenza della Regione siciliana-Ufficio per le relazioni diplomatiche ed istituzionali.

L’appuntamento, in programma per le giornate comprese tra giovedì 23 e sabato 25 ottobre presso l’Auditorium Maximum dell’Università Comenio e il Centro convegni Družba, vedrà la partecipazione di studiosi provenienti da otto Paesi europei (tra i quali gli italiani Enzo Lauretta, Stefano Milioto, Giorgio Pullini e Maria Rusignuolo), che discuteranno sulla figura del grande drammaturgo, scrittore e poeta siciliano, insignito del premio Nobel nel 1934, e sui suoi influssi sul pensiero, sulla letteratura e sul teatro dei giorni nostri.

A chiudere tutte le sessioni di lavoro saranno gli attori Gerry Franceschini, Ambra Greta Cajelli e Valentina Brivio, che metteranno in scena -sotto la regia di Delia Cajelli e in première europea- il monologo “L’atroce notte…la tormentata storia d’amore tra Marta Abba e Luigi Pirandello” di Stefano Milioto e l’atto unico “Sogno (ma forse no)” di Luigi Pirandello, spettacoli entrambi prodotti in occasione del 45° Convegno internazionale di studi pirandelliani, in programma il prossimo dicembre ad Agrigento.

L’atroce notte…”, in cartellone alle 17.30 di giovedì 23 ottobre presso l’Auditorium Maximum dell’Università Comenio, ripercorre gli undici anni di sodalizio artistico, ma soprattutto di amore tra Marta Abba e Luigi Pirandello, a cominciare dal loro primo incontro, avvenuto nella primavera del 1925 al teatro dell’Arte di Roma, per giungere alla morte del maestro siciliano. Sono anni, questi, caratterizzati da «un amore straziante, tormentoso, disperato, profondo», da un «amore sublimato per l’impossibilità di realizzare un legame che vibrava di pulsioni erotiche innegabili», dove un ruolo centrale assume la misteriosa «atroce notte passata a Como», che diede per sempre il carattere di rapporto inconcluso e senza sbocco all’amore tra l’attrice milanese e il drammaturgo dei “Sei personaggi in cerca d’autore”.

La tematica amorosa fa da filo conduttore anche all’atto unico “Sogno (ma forse no)”, in scena alle 17.30 di venerdì 24 ottobre al Centro convegni Družba. Il testo, tra i meno rappresentati del teatro pirandelliano, tratta, infatti, dell’incerto confine tra verità e finzione. E racconta, nel breve spazio di un sogno-incubo, la vicenda di una giovane e affascinante donna, che vive l’esito possibile cui l’affievolirsi del suo amore per l’attuale amante e la riscoperta della passione per l’antico amore, tornato ricco da lontani ed esotici Paesi, potrebbero condurla.

«L’allestimento di “Sogno (ma forse no)” –spiega la regista Delia Cajelli- è stato affrontato con una tecnica cinematografica, mutuata dai noir tedeschi degli anni Trenta e, per la scena in cui la donna fedifraga sogna di essere strangolata dal suo compagno, dalla pellicola “M, Il mostro di Dusseldorf” dell’austriaco Fritz Lang. Accanto ai due personaggi pirandelliani, «la giovane signora» e «l’uomo in frak», è, dunque, in scena anche un’attrice che dà voce alle numerose e dettagliate annotazioni e didascalie che Luigi Pirandello ha inserito nel testo di “Sogno (ma forse no)”, interpretando il ruolo della regista tedesca Leni Riefenstahl».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2008
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