Un assegno di cura di 500 euro per i malati di SLA non autosufficienti

Entro il 31 ottobre dovranno essere presentate all'Asl le richieste per ottenere il contributo disposto dalla Regione. Stretta una collaborazione con l'AISLA

Un assegno di cura di 500 euro al mese per i malati di SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) assistiti costantemente al proprio domicilio costantemente.
È l’importante novità annunciata dalla Direzione sociale dell’Asl di Varese.
Ma non è tutto: contatti sono stati presi con residenze assistenziali e residenze sanitarie per disabili per trovare posti disponibili a ricoveri di sollievo, fino a 90 giorni, con oneri totalmente a carico del sistema sanitario regionale, per dare respiro all’assistente.

La Regione ha avviato una ricognizione delle situazioni più gravose in campo assistenziale per dare aiuti concreti ai famigliari dei pazienti. Dopo la normativa sui "comi" ( persone in stato vegetativo) che ha portato all’individuazione di posti riservati in case di cura specializzate, è ora la volta dei malati di SLA: « La nuova politica di assistenza per migliorarne la qualità avviene in collaborazione con la sezione di Somma Lombardo dell’AISLA – ha dichiarato Lucas Maria Gutierrez, direttore sociale dell’Asl – l’importante associazione del terzo settore che si occupa con volontari specializzati nell’assistenza di questi pazienti».

Costruire una rete di cura è, dunque, il modello individuato dall’Asl per migliorare l’offerta assistenziale. In base ad un protocollo d’intesa, l’AISLA ( l’unica realtà regionale che offre assistenza specializzata) si farà promotrice di una più stretta e informata relazione con le famiglie dei pazienti. In tutto il territorio regionale i casi di SLA invalidante sono circa 500, cui una cinquantina nel nostro territorio.

Le domande per poter ottenere l’assegno di aiuto, che si va ad aggiungere ai voucher ( incrementati ultimamente dalla stessa Regione), dovranno essere presentate entro il 31 ottobre prossimo per situazioni retroattive fino al 1 gennaio 2008. Richieste si potranno presentare in futuro, ogni volta la malattia degenerativa renderà il paziente non più autosufficiente.

All’accordo aderirà presto anche l’Azienda ospedaliera di Gallarate, che, nel territorio, è un punto di riferimento.

«La misura viene ricondotta all’interno di una politica regionale di attenzione ad una serie di malattie gravemente invalidanti – spiega Ester Poncato, direttore del Dipartimento sociale – come, per esempio, i malati oncologici».

La richiesta di assegno deve essere corredata da una documentazione che comprovi la situazione di grave fragilità, assistita al proprio domicilio da un "care – giver".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 ottobre 2008
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