Università occupate, Berlusconi chiede l’intervento della Polizia

Il premier attacca i manifestanti e minaccia di liberare le università con la forza se verranno occupate. Decine di migliaia gli studenti in rivolta contro la riforma

La mobilitazione degli studenti che si moltiplica in tutta Italia tanto da far dire al Presidente del Consiglio Berlusconi che la Polizia potrebbe entrare nelle università occupate. L’Italia, in un solo istante, ripiomba agli anni della contestazione studentesca del ’68 e del ’77. Il pesidente del consiglio in tarda mattinata ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Chigi per mandare un avvertimento ai giovani: «Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare».
Lettera di Napolitano agli studenti: «Indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione».

La reazione del Pd non si fa attendere ed è il leader del partito Walter Veltroni a scendere in campo per primo. «Abbiamo dovuto convocare questa conferenza stampa – ha replicato – dopo aver letto le parole del presidente del Consiglio di questo Paese, parole molto gravi, parole che possono essere cariche di conseguenze". "Il premier – ha aggiunto – soffia sul fuoco, il disagio sociale non è una questione di ordine pubblico: mi chiedo se in questo Paese è ancora possibile dissentire».

Berlusconi ha chiarito che la sua non è solo un’affermazione di principio, ma l’inizio di un piano d’azione che verrà concordato oggi con il Viminale. "Convocherò oggi – ha chiarito – il ministro degli Interni Maroni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere». Per il premier chi occupa e blocca le lezioni è una minoranza orchestrata dalla sinistra e dai centri sociali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 ottobre 2008
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