Urbanistica, il Pd chiede un cambio di rotta

Nota del Partito Democratico che denuncia la situazione "di emergenza" e "la necessità di sospendere l’iter della variante alla SS 336"

Nuovo affondo del Partito Democratico gallaratese. Questa volta sotto il tiro dei democratici della città dei due galli ci sono sindaco e assessore all’Urbanistica. L’argomento dell’attacco il nuovo arresto di un professionista collegato all’amministrazione comunale, l’architetto Riccardo Papa, accusato di truffa, concussione e falso ideologico. Gli esponenti del Pd cittadino chiedono chiarezza: «Dopo quattro mesi dagli arresti degli architetti Bossi e Motta un nuovo analogo provvedimento della magistratura ha interessato l’architetto Riccardo Papa, al quale vengono contestati gravi reati quali concorso in concussione, truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico – si legge nella nota del Pd -. L’architetto Papa è un libero professionista, noto per gli stretti rapporti fiduciari con l’amministrazione comunale, ultimamente con un incarico professionale importante, quale membro della commissione edilizia e co-estensore del PGT (Piano del governo del territorio), piano destinato a definire il “volto”della città per i prossimi anni. Il Partito Democratico, pur ritenendo che le vicende ed indagini giudiziarie di questi mesi debbano avere un proprio iter senza interferenze o strumentalizzazioni di sorta, fin dallo scorso mese di giugno ha precisato che nella “Questione Urbanistica” vi siano precise ed indiscutibili responsabilità politiche da parte di chi avrebbe dovuto indirizzare e controllare la politica urbanistica di questa città e di fatto non ha onorato il proprio impegno con i cittadini di Gallarate. Non è pertanto accettabile da parte del sindaco e della sua Giunta, nonché della maggioranza che lo appoggia in modo acritico, l’atteggiamento di chi vuole procedere come se nulla sia successo – prosegue la nota del Partito Democratico -. Evidenziano risultati e limiti: la politica  urbanistica del “fare e strafare”, sviluppata senza tenere conto minimamente di osservazioni e proposte di correzione; l’ostentata sicurezza  di chi ha sempre dichiarato di avere la fiducia degli elettori e di non avere tempo da perdere; l’accelerazione di decisioni delicate e strategiche motivata più in nome  dell’“interesse degli operatori“ che della città; i mancati rigorosi controlli su procedure e attuazioni di convenzioni; la tardiva approvazione del regolamento sui procedimento amministrativi e di accesso agli atti. Sullo sfondo resta un’altra vicenda giudiziaria, sempre legate a questioni urbanistiche, cioè quella relativa all’ex Maino. Un quadro come quello sopra descritto in altri contesti avrebbe già prodotto un crisi politica all’interno della maggioranza e della Giunta che d’altra parte dall’atto della sua elezione, ha già perso l’appoggio di quattro consiglieri comunali. Il Partito Democratico denuncia ancora una volta un quadro globale di assoluta emergenza e preoccupazione e riafferma con decisione la necessità di sospendere l’iter della variante alla SS 336 per riconsiderare complessivamente situazione, la vocazione e le prospettive del nostro territorio. Invitiamo pertanto il sindaco Nicola Mucci e l’assessore al territorio Massimo Bossi a presentare soluzioni adeguate alla crisi – chiosano i democratici -, con atti conseguenti che non siano semplici dichiarazioni di rito, ma costituiscano una piattaforma di confronto fondata sulla revisione radicale dei contenuti, dei tempi e dei modi di attuazione della politica urbanistica cittadina».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2008
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